Scalata con false fidejussioni, preso truffatore finanziario

Redazione,  

Scalata con false fidejussioni, preso truffatore finanziario
20090924 - ROMA - CRO : CARTE CLONATE: 10 ARRESTI A ROMA, TROVATO ARSENALE. I carabinieri mostrano una delle carte clonate sequestrate oggi 24 settembre 2009. Una banda di dieci persone, tutti di nazionalit‡ romena, Ë stata scoperta la scorsa notte in un albergo della capitale dove i carabinieri hanno fatto irruzione trovando un vero e proprio arsenale. I dieci, secondo le accuse, erano specializzati nella clonazione di bancomat e carte di credito. Gli investigatori dell'Arma hanno sequestrato due pistole, due fucili, una balestra, un pugnale, munizioni civili e militari, e poi manette e passamontagna. Tutto custodito in quella che Ë ritenuta la base operativa dell'organizzazione. All'interno i carabinieri hanno anche trovato computer con programmi per la clonazione, 1.200 schede magnetiche, lettori di banda magnetica e 25 mila euro. ANSA / MASSIMO PERCOSSI / PAL

NAPOLI – Si presentava come un finanziere e aveva tentato la scalata in borsa a un’importante società informatica Francesco Delle Cave, un latitante ricercato per crimini di natura finanziaria arrestato dai carabinieri di Milano e Napoli, in provincia della quale viveva, a Mugnano. Un amico, che è stato trovato in sua compagnia, è stato denunciato per favoreggiamento.    Delle Cave era ricercato per un provvedimento di cumulo pene emesso il 21 febbraio scorso dal Tribunale di Milano, dove è stato condannato a scontare 10 anni e 1 mese per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e attività finanziaria abusiva. Secondo quanto spiegato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, presentandosi come un operatore della finanza internazionale e avvalendosi di fidejussioni “clonate’ di due importanti istituti di credito esteri, era riuscito ad accreditarsi di 200 milioni di euro con i quali tentare l’acquisto di parte della Olidata, azienda informatica, nel 2016. Ma l’inghippo era stato scoperto.    L’uomo, secondo le indagini dei carabinieri, avrebbe avuto rapporti anche con un altro faccendiere eccellente, Lorenzo Dimartino, coinvolto in un tentativo di scalata a Banca Etruria con l’imprenditore Flavio Carboni.