Circum: trafori e sottopassi. Una rivoluzione che divide. L’Eav: «Non si freni lo sviluppo»

Salvatore Dare,  

Circum: trafori e sottopassi. Una rivoluzione che divide. L’Eav: «Non si freni lo sviluppo»

Cantieri milionari, che dividono. Perché per l’Eav sono la risposta giusta per rilanciare il trasporto ferroviario. E, magari, per cancellare i luoghi comuni secondo cui l’ex Circumvesuviana offre un servizio scadente, tra i peggiori d’Italia. Per farla breve: per l’azienda, il decollo passa da qui, da questi progetti di ultima generazione. Ma i trafori nelle colline, i nuovi sottopassi nel cuore delle città, il rinnovamento delle stazioni e il raddoppio dei binari non piacciono a tutti. E scoppiano le polemiche. Tipo quelle di Castellammare di Stabia e Pompei dove ambientalisti, storici e comitati alzano le barricate. «Ma – spiega il presidente di Eav, Umberto De Gregorio l’obiettivo è innalzare la qualità del servizio. Le opere sono sicure, autorizzate e mirano a un miglioramento della rete rispettando le parti in causa. Bisogna dotare l’intera rete di un nuovo sistema di controllo del traffico che assicuri regolarità e sicurezza».

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