Pompei. Incubo baby gang, altra rissa. Pietre lanciate sui minorenni

Teresa Palmese,  

Pompei. Incubo baby gang, altra rissa. Pietre lanciate sui minorenni

Avrebbero dovuto trascorrere una serata spensierata a Pompei. Nel cuore della città, sabato sera presa d’assalto da migliaia di fedeli, hanno prima passeggiato e poi mangiato una pizza. Erano in cinque, tutti minorenni di Scafati. Ragazzini di 15 anni appena che avevano scelto di fare tappa nella città del Santuario per fare qualcosa di diverso. Una serata che invece s’è trasformata in un inferno. Tutta colpa di un’aggressione prima verbale e poi fisica subita in via Sacra, a soltanto pochi metri della stazione delle Ferrovie dello Stato. I cinque giovanissimi sono finiti nella rete di una baby gang. Sono stati accerchiati, presi a schiaffi fino a quando non sono riusciti a scappare e intrufolarsi nella stazione delle Ferrovia dello Stato, dove avrebbero dovuto attendere un treno che li riportasse a casa. Un’aggressione che s’è conclusa col lancio di pietre ai danni delle vittime. I ragazzini, spaventati, hanno così cominciato a correre in direzione del commissariato di polizia, dove hanno trovato rifugio e raccontato la loro versione dei fatti. Gli agenti, coordinati dal vice questore Stefania Grasso, hanno immediatamente acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino. Sono in corso le indagini per identificare quei ragazzini che hanno seminato il panico in città. Il bilancio è di un giovane di soltanto 15 anni colpito alla testa con una pietra che avrebbe potuto provocare conseguenze ancora più gravi. Soccorso al pronto soccorso del San Leonardo di Castellamare, è stato medicato con dei punti di sutura e giudicato guaribile in cinque giorni. Una brutta pagina per la città di Pompei, l’ennesima, alla luce dei precedenti registrati nel cuore della città e prontamente sventati dalle forze dell’ordine, che hanno già intensificato i controlli nel week-end.

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