Deiulemar, altra beffa per i risparmiatori: i giudici «scagionano» Consob e Kpmg

albertodortucci,  

Deiulemar, altra beffa per i risparmiatori: i giudici «scagionano» Consob e Kpmg

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Torre del Greco. Speravano di portare a casa quattro milioni di euro, dopo avere visto colare a picco i propri risparmi insieme alla Deiulemar compagnia di navigazione. Invece, dovranno pagare la bellezza di 88.000 euro alla Consob e alla Kpmg. Ovvero, agli organi di controllo trascinati davanti al tribunale di Roma con l’accusa di non avere adeguatamente vigilato su bilanci e conti dell’ex colosso economico di via Tironi. A sette anni dal «grande crac» all’ombra del Vesuvio, arriva l’ennesima beffa per un gruppo di circa 50 ex obbligazionisti travolti dal fallimento da 800 milioni di euro della cosiddetta «Parmalat del mare».

La guerra ai colossi della vigilanza

All’indomani del tracollo dell’ex banca privata di Torre del Greco, un nutrito gruppo di vittime individuò in Consob e Kpmg i corresponsabili della «rovina» di 13.000 famiglie di risparmiatori: «Avessero realmente controllato bilanci e conti, avrebbero scoperto le anomale operazioni finanziarie degli armatori-vampiri», la convinzione maturata dai ricorrenti. Pronti a presentare, attraverso un’apposita denuncia al tribunale di Roma, un conto salatissimo agli organi di controllo: circa 4 milioni di euro per i mancati controlli alla base della perdita dei propri investimenti.

La decisione dei giudici

Alla fine di un lungo percorso dibattimentale, tuttavia, la decisione dei giudici della seconda sezione civile del tribunale di Roma – presidente Francesco Oddi – non è andata nella direzione sperata dall’esercito di truffati. Costretti non solo a vedere svanire il sogno di recuperare i propri soldi bensì a pagare la bellezza di 88.000 euro alle parti chiamate in causa. Il motivo? Secondo i magistrati, gli organi di controllo avrebbero eseguito i propri compiti senza commettere errori: «In concreto – si legge nella sentenza – non sono stati evidenziati dagli attori elementi di falsità o anche solo di ambiguità o reticenza nei prospetti riportati né è previsto dalla legge un controllo di merito sulle opportunità dell’operazione di investimento. D’altronde il prospetto aveva a oggetto le obbligazionisti cosiddette regolari, mentre gli attori agiscono in qualità di danneggiati titolari di obbligazioni irregolari». Un mondo sommerso venuto a galla solo a gennaio del 2012, quando era già tardi. E senza colpe di Consob e Kpmg, secondo i giudici del tribunale di Roma.

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