Pizzo agli ambulanti, in sette arrestati a Napoli. Fino a 210 euro a settimana

Redazione,  

Pizzo agli ambulanti, in sette arrestati a Napoli. Fino a 210 euro a settimana

NAPOLI – Venditori ambulanti costretti a versare alla camorra da 20 a 210 euro alla settimana. Hanno trovato il coraggio di denunciare consentendo alla polizia di avviare le indagini. Così all’alba di oggi sette persone sono state fermate a Napoli dalla polizia perché indiziate di estorsione e tentata estorsione. Il provvedimento di fermo è stato convalidato dal gip che ha disposto per gli indagati la custodia cautelare in carcere. Secondo quanto accertato le estorsioni sono iniziate nel 2017. Dapprima piccole cifre agli esercenti della Maddalena. Ad alcuni ambulanti sarebbero state chiesti anche 210 euro a settimana per “non avere problemi”. E chi non pagava sarebbe stato anche minacciato di morte. Al “pizzo” settimanale si aggiungeva anche quello da versare in occasione delle festività natalizie e pasquali. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata anche ad altre due persone già detenute per altra causa. Gli estorsori che avvicinavano le vittime dicevano di appartenere al gruppo Ferraiuolo, legato alla cosca dei Mazzarella, molto attiva appunto in zona. Al momento le indagini della polizia hanno permesso

Il questore di Napoli: “Vittime denunciate, con segnalazioni la risposta sarà più efficace e rapida”

“Questa indagine dimostra l’importanza delle denunce: la risposta è stata immediata”. Così il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, commenta l’indagine che ha portato all’arresto di sette presunti estorsori (altre ordinanze sono state notificate a due persone già detenute per altra causa) che avrebbero chiesto il pizzo agli ambulanti della zona della Maddalena a Napoli: da 20 a 210 euro a settimana. “Ritengo importante che chiunque subisca un tentativo di estorsione si affidi subito alle forze di polizia”, prosegue il questore di Napoli evidenziando che, in questo caso anche grazie alle denunce, le indagini sono state rapidissime. In due mesi sono stati raccolti tutti gli elementi utili all’emissione dei provvedimenti cautelari. “Alle vittime dico denunciate – aggiunge ancora il questore Giuliano – perché la risposta è stata più efficace e rapida. Questa operazione è paradigmatica, perché in soltanto due mesi si è giunti ai provvedimenti”.