Torre del Greco, un super-gruppo a trazione Pd per tenere a galla Palomba fino alle Regionali del 2020

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Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, un super-gruppo a trazione Pd per tenere a galla Palomba fino alle Regionali del 2020

Torre del Greco, primi cento giorni da dimenticare per Palomba: il sindaco con la stampella Pd come Malinconico nel 2012
Pd, incarichi in Comune e ricatti al sindaco di Torre del Greco. Senza neanche presentare la lista

Torre del Greco. Un super-gruppo a trazione-Pd – non esattamente  la soluzione ideale per una «macchina» già ingolfata e incapace di innestare le marce alte – finalizzato a «preparare il terreno» in vista delle elezioni regionali del 2020. A un anno dalla vittoria al ballottaggio contro la coalizione guidata da Luigi Mele, lo zoccolo duro della maggioranza targata Giovanni Palomba getta la maschera e mostra l’anima democrat tenuta fino a oggi al riparo dai veleni piovuti sugli alleati di palazzo Baronale durante i primi 12 mesi di non-governo di Torre del Greco.

La fusione delle civiche

L’idea è nata all’indomani della nomina di Mario Altiero – l’ex consigliere comunale del 2004, scongelato dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio dopo 15 anni di anonimato politico – a presidente del nucleo di gestione. L’ennesimo incarico filo-Pd, capace di scatenare la pazza idea dei vari democrat sotto mentite spoglie della maggioranza: così all’attenzione di Rosario Rivieccio – il coordinatore della lista Ci vuole coraggio, ovviamente con un passato nel centrosinistra – sarebbe arrivata la proposta del gruppo Ora di formare un unico schieramento. In pratica, il capo dell’assise Felice Gaglione e l’inseparabile partner elettorale Iolanda Mennella – entrambi eletti con Il Cittadino – si «trasferirebbero» insieme all’ex vicesindaco Antonio Spierto in Ci vuole coraggio. Dove troverebbero i soliti «quattro amici al bar» guidati da Gaetano Frulio e Luisa Liguoro – entrambi legati a doppio filo a Luigi Mennella, il vicepresidente della Gori sempre pronto a rilanciare la propria candidatura a sindaco, alla fine sistematicamente bocciata dai vertici del Pd – e l’ex uomo di Mario Casillo, l’esperto di rifiuti Vittorio Guarino. A completare lo schieramento ci sarebbe Annalaura Guarino, alla vigilia delle elezioni del 2018 richiamata dalle sirene del Pd – corteggiate in particolare dal padre Ferdinando Guarino, ex assessore di Ciro Borriello –  prima di centrare il bis con Ci vuole coraggio. Insomma, una super-potenza da 7 consiglieri comunali in grado di indirizzare anche un eventuale rimpasto in giunta: un obiettivo a cui guardano con attenzione proprio Gaetano Frulio e Luisa Liguoro, i dissidenti recentemente pronti a contestare le scelte politiche e non solo del primo cittadino.

Le difficoltà della Svolta

Un eventuale super-gruppo Pd potrebbe accentuare le difficoltà della civica La Svolta, rimasta prima orfana di Ciro Piccirillo – il politico-poliziotto sottoposto al divieto di dimora in Campania per lo scandalo sul voto di scambio – e poi utilizzata come un autobus da Maria Orlando per transitare nel Movimento Popolare Torrese di Antonio D’Ambrosio, erede di Tommaso D’Ambrosio. Un voltafaccia capace di alterare gli equilibri all’interno dello schieramento fino a qualche settimana fa eterodiretto da Salvatore Antifono, poi costretto al low profile dall’inchiesta relativa agli appalti pilotati in municipio: a rischiare il benservito ora sarebbe Carmela Pomposo, la pasionaria eletta con la civica Insieme per la città di Alfonso Ascione – oggi capo di gabinetto del sindaco – e passata con La Svolta insieme a Simone Mariano Gramegna. Non a caso, la fumantina debuttante a palazzo Baronale avrebbe già sondato nuove possibilità come l’ingresso in Dai. Ma i primi sondaggi con Michele Langella – oggi in compagnia di Lucia Vitiello, subentrata al dimissionario Stefano Abilitato – non avrebbero dato esiti positivi. E con uno scenario così frammentato – anche il cittadino oggi conta due soli rappresentanti – un super-gruppo a sette potrebbe davvero sparigliare le carte.

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