Universiadi: l’Italia cala un pokerissimo d’oro

Redazione,  

Universiadi: l’Italia cala un pokerissimo d’oro

NAPOLI – Chiara Di Marziantonio nello skeet, il fioretto a squadre maschile, le donne della sciabola, lo sprint di Silvia Scalia nei 50 metri dorso e il lancio del disco di Daisy Osakue: l’Italia cala il suo pokerissimo d’oro all’Universiade di Napoli, in una giornata in cui la nazionale azzurra raggiunge quota 33 nel medagliere (10 ori, 9 argenti e 14 bronzi), superando le medaglie vinte a Taipei 2017 (32) obiettivo dichiarato della vigilia. Arricchiscono la giornata anche l’argento della staffetta 4×200 maschile stile libero e il bronzo nel misto del tiro a segno per un totale di 7 medaglie.     E’ un’onda rosa quella che si abbatte sul medagliere azzurro, che ha dalle donne ben due terzi del bottino totale conquistato, e che spinge Manuela Di Centa, alle Universiadi responsabile delle relazioni istituzionali sportive, a dire che “raggiunta la parità nei risultati è giunta l’ora di avere la stessa voce degli uomini nei Palazzi del governo dello sport, a cominciare dalle federazioni sportive dove non c’è un presidente donna”.    Nella giornata di grazia della pattuglia azzurra il primo acuto arriva nel primo pomeriggio grazie a Chiara Di Marziantonio. La tiratrice dell’Esercito non sbaglia quasi nulla nello skeet dai 50 metri per avere ragione della kazaka Kravchenko, con la quale ingaggia una sfida all’ultimo piattello nell’ultima serie di tiri vinta col punteggio finale di 55-53.     “Non mi aspettavo questa medaglia – spiega raggiante alla fine – ma ci speravo tanto. L’Universiade per me è stata un’esperienza unica, emozionante, purtroppo questa è stata la mia prima ma anche ultima Universiade, vista l’età”. Entusiasta anche Fiorenzo De Rosa, presidente Fitav: “Chiara è stata grande a recuperare dopo la prima serie di questa mattina. Soprattutto con la brutta visibilità di oggi. Ma ce l’ha fatta e ha recuperato su tutte le altre tiratrici”.  Nell’Italia che gioisce per i suoi ragazzi d’oro, la parte del leone in questa Universiade la fa sempre di più la scherma che con i due primi posti di oggi fa salire il totale a tredici medaglie, quasi il 50% del computo complessivo. Oggi c’hanno pensato le squadre del fioretto maschile (Rosatelli, Bianchi e Ingargiola) e della sciabola femminile (Lucarini, Battiston e Gargano) a consegnare all’Italia il ruolo di asso pigliatutto.  A senso unico la finale degli uomini, che si sbarazzano facilmente della Corea (45-22). Sofferto invece il successo delle sciabolatrici che hanno ragione della Francia 45-41 al termine di un assalto molto equilibrato. “Un’emozione speciale vincere davanti a questo pubblico meraviglioso – il commento dei sei azzurri con le medaglie d’oro al collo -. Un tifo fantastico, che ci ha trascinato alla vittoria. E siamo orgogliosi di aver contribuito a far grande l’Italia in questa Universiade di casa”. Le buone notizie arrivano anche dal nuoto con Silvia Scalia che nei 50 dorso chiude in 27″ 92 ad appena tre centesimi dal suo record italiano stabilito agli Assoluti di Riccione ad aprile scorso precedendo l’americana Haan di 10 centesimi. In serata la festa si completa con l’oro di Daisy Osakue che lancia il suo disco a 61,69 (settima misura italiana di ogni epoca e primato personale per la studentessa piemontese dell’università del Texas) e precede la tedesca Vita (61,52).    Un argento arriva dalla staffetta 4×200 stile libero maschile (Zuin, Ciampi, Proietti Colonna e Di Cola) seconda dietro gli Stati uniti. Ed è bronzo nel tiro a segno con la coppia composta da Dario di Martino e Maria Varricchio nella pistola dai 10 metri. Bene anche Ayomide Folorunso, altra stella della squadra azzurra, che si qualifica per la finale dei 400 hs. Nelle altre competizioni al via la vela con i finlandesi subito a comandare le danze. Nel basket maschile Usa in finale.