Daniele Gentile

Ercolano, i resti del Pd blindano Buonajuto. Ma cresce la fronda anti-sindaco

Daniele Gentile,  
albertodortucci,  

Ercolano, i resti del Pd blindano Buonajuto. Ma cresce la fronda anti-sindaco

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Ercolano. Tutto pronto e tutti pronti per il Buonajuto-bis, il Pd pronto a sostenere il sindaco come se fosse il primo giorno. Il countdown per il voto è cominciato:  fra meno di un anno si tornerà alle urne nella città degli Scavi per eleggere il sindaco e il nuovo consiglio comunale. Gli equilibri politici all’ombra del Vesuvio iniziano a prendere forma: il Pd – attualmente senza leadership dopo le dimissioni/sfiducia di Piero Sabbarese da segretario cittadino – ha già scelto, senza particolari dubbi, chi sarà il candidato a sindaco: si tratta di Ciro Buonajuto, l’attuale primo cittadino partito lancia in resta con la voglia di rilanciare la città sotto il profilo economico e turistico – il cavallo di battaglia della campagna elettorale del 2015 – e rimasto, fino a oggi, con il cerino in mano. Ovvero, senza particolari risultati.

L’endorsement dei fedelissimi

A sostenere che il Pd è solido, ha una nuova sede e voglia di rilancio, nonché di avere già stabilito il «nuovo» sindaco, è Luigi Luciani, consigliere comunale di maggioranza e componente della segreteria provinciale Pd di Napoli. Il fedelissimo del pupillo dell’ex premier non solo conferma che Ciro Buonajuto – a dispetto di rumors e polemiche – ha tutto il supporto della maggioranza (e non solo, visti i cambi di casacca registrati dall’opposizione). ma anche dei Verdi – il cui assessore di riferimento è Giampiero Perna – e del gruppo Insieme. Inoltre, il consigliere comunale non dimentica qualche bordata all’ex «collega» Piero Sabbarese, pronto ormai a intraprendere una campagna anti-Buonajuto per tentare una difficile scalata alla poltrona più ambita del Comune. Insomma, l’esatto remake del film andato in onda nel 2015. Quando l’emergente Ciro Buonajuto «sgambettò» l’uscente Vincenzo Strazzullo – tagliato fuori da un’inchiesta a orologeria – e la vecchia guardia guidata da Antonio Liberti.  «Ci sono cose su cui non si discute, perché sono delle certezze: il Pd non solo è solido e compatto, ma sicuramente riconfermerà la fiducia nel sindaco Ciro Buonajuto – sottolinea il commissario-lampo del Pd di Torre del Greco, poi abbandonato al proprio destino -. Il sindaco si è distinto negli ultimi anni ricoprendo egregiamente il ruolo di primo cittadino di Ercolano e stiamo lavorando al bis. Abbiamo una nuova sede del circolo, tanti giovani vicini alla politica e la voglia di continuare a dare il massimo per questa città». E poco contano una crisi rifiuti mai risolta, le numerose contestazioni sul piano traffico e le decine di commercianti delusi da Ciro Buonajuto: la fiducia resta. Ovviamente questo non vale per tutti: «Capisco che chi ha deciso di staccarsi da questo percorso cerchi di gettare fango sul partito – continua il fedelissimo del sindaco – ma garantisco che il Pd è solido e non ha perso consenso, quindi dobbiamo solo continuare a lavorare per i cittadini. Attendiamo il commissario metropolitano, che sta cercando di risolvere i problemi dei vari direttivi, per procedere alla nomina di un nuovo segretario cittadino». Una visione certamente ottimistica del panorama politico cittadino.

Il nome alternativo

Tuttavia, le sicurezze del Pd si potrebbe infrangere contro un candidato «forte». Infatti, non è escluso che Ciro Buonajuto possa andare in difficoltà contro qualche volto già noto della politica di Ercolano: «Buonajuto dimettiti, tu vuo’ fa’ l’americano mentre noi bruciamo», il manifesto comparso lungo le strade della città degli Scavi.  Quindi risulta difficile riuscire già a prevedere e immaginare un risultato scontato per quanto riguarda le prossime elezioni amministrative di Ercolano del 2019.

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