Nel vallone Sponz con Morgan, Raiz e Young Signorino. Vinicio Capossela presenta la VII edizione del festival irpino

Redazione,  

Nel vallone Sponz con Morgan, Raiz e Young Signorino. Vinicio Capossela presenta la VII edizione del festival irpino

Da Morgan a Young Signorino, da Enzo Savastano a Neri Marcorè. E poi Avitabile, Almamegretta, un incontro con Mimmo Lucano e Goffredo Fofi e un inedito Elio Germano frontman de Le Bestierare. Al via la VII edizione dello Sponz Festival ideato e diretto da Vinicio Capossela, dal 19 al 25 agosto in Alta Irpinia nei paesi di Calitri, Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Villamaina, tutti in provincia di Avellino, sulle colline dell’alta Irpinia. Sabato 24 gran finale con “un concerto definitivo, pestilenziale, radicale e antologico, per incutere timore ai porci selvaggi sotto la terra del Vallone Cupo, non senza incursioni nelle pestilenze contemporanee”. Con queste note introduttive Vinicio Capossela presenta il suo show dopo l’uscita di “Ballate per uomini e bestie”. Il suo live ospita alcuni dei protagonisti del disco e porta sul palco diversi compagni di viaggio. Non mancano i riferimenti alle tradizionali bande processionali, alla musica rebetika e alla canzone confidenziale del passato. Lo spiega lui stesso, con la flemma da uomo di coppola che da una ventina di anni ha ripiantato le radici nella sua selvatica Irpinia. “Dalla Grecia arriveranno – annuncia Vinicio – due grandi esponenti della musica ‘indebita’ nata nei sotterranei urbani di Atene e Salonicco omaggiata in Rebetiko Gymnastas e nel libro Tefteri: Manolis Pappos e Dimitri Mistakidis”. Una musica nata da una separazione, da una crisi e di profondità più di ottanta anni fa. Il Tefteri è il libricino dove si segnano i conti in sospeso e dove scrivere di cosa vogliamo essere fatti”. Poi si passa alle figure mitologiche: “Dal Texas avremo la voce di frontiera più evocativa dai tempi di Jonny Cash: quella di Micah P. Hinson. Un tributo alle locali canzoni della cupa con il Flaco Jimenez della valle dell’Ofanto. La Banda d’ottoni guidata da due solisti di eccezione per un repertorio che cita la forza dirompente della Kocani Orkestar e risorge con l’Uomo Vivo: Daniele Sepe”. Le tradizioni rancheras e mariachi si materializzeranno con Flaco Maldonado, fondatore del mitico Florida di Modena, con la tromba di Sergio Palencia e Mariachi Tres Rosas. Quest’anno lo Sponz presenta un casting preziosissimo. La lista dei nomi è di grande livello, tra band, cantautori, intellettuali, attori cantanti, comici e persino uno chef: Almamegretta Dub Box, Ars Nova, Enzo Avitabile & Bottari, Chef Rubio, Clan H, Livio Cori, Flaminia Cruciani, Grazia Di Michele, Goffredo Fofi, Elio Germano & Le Bestierare + Dj Amaro, ‘E Zezi Gruppo Operaio Di Pomigliano, Micah P. Hinson, Mimmo Lucano, Flaco Maldonado, Neri Marcorè, Micol Arpa Rock, Dimitri Mistakidis, Morgan, Michela Murgia, Alberto Nerazzini, ‘Ntò, Manolis Pappos, Michele Riondino, Enzo Savastano, Sergio Scarlatella, Daniele Sepe & Bassa Banda, The Andrè, Young Signorino. Questa la presentazione degli ospiti che ne fa Capossela, nelle sue ‘note a margine’, aprendo la rassegna anche alla musica trap: “La peste viaggia sul web che è  anche il luogo delle maschere, degli infingimenti, della proiezione e moltiplicazione delle personalità. La maschera può modificare il volto oppure la voce come fanno l’autotune o l’emulazione vocale. Il suono dell’epoca è il suono dall’autotune, l’intonatore artificiale di voci, icona sonora del genere trap. Un suono che dà vita ad un nuovo codice estetico, rivendica un’appartenenza. La trap è pestilenza almeno quanto è forza vitale venuta da sotto, underground, ed entrata a castello. Un rigurgito di nichilismo post punk, nell’epoca della mercificazione di tutto. La santificazione della merce, del marchio, del danaro come totem. Ma in questo gioco del rovescio è la pestilenza ad essere la maschera, che la serata e i suoi ospiti serviranno a disvelare, a partire da Young Signorino, una delle voci più originali e controverse della scena, per molti versi la proposta più estrema arrivata dall’universo trap”. Tra gli ospiti napoletani anche Ntò, fondatore del gruppo rap campano CoSang e in seguito apprezzato solista. Rap, hip hop, pulp, grottesco, poliziesco, il suo, capace di insinuarsi tra le maglie di “Gomorra – la serie” e di dare vita a video e film dai continui rimandi cinematografici. Il Premio Anna Magnani ricevuto per il film “All night long” in compagnia di Giancarlo Giannini e Valeria Golino conferma l’efficacia e l’originalità del suo linguaggio. Da segnalare la presenza di Morgan dopo le dure vicissitudini che lo hanno visto protagonista: “Cantautore, artista, anima fragile, performer istrionico, divulgatore instancabile, un vero corsaro in grado di veleggiare tra le pestilenze contemporanee, Morgan è un poeta dadaista che maschera sé stesso con la sincerità della sua vita cresciuta in pubblico”. Un gruppo miracoloso, una voce che si è fusa nel battito del dub, nella trance, nel pop e nella tradizione musicale ebraica e non si è mai fermata, quella di Raiz, qui di nuovo con Almamegretta, la band che sacerdoti del suono come i Massive Attack ci invidiano. Ascoltare brani come Figli di Annibale o Fattallà, che 20 anni fa erano denuncia, ha oggi il tono della profezia compiuta. Ma il coupe de theatre è Enzo Savastano: un dissacratore di ogni genere, in grado di mimetizzarsi con la voce, dal neomelodico all’indie, alla trap, fresco di Premio Musicultura, con Le mogli dei cantanti famosi.