Alberto Dortucci

Torre del Greco, riparte la faida in maggioranza su politiche sociali e cimitero

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Torre del Greco, riparte la faida in maggioranza su politiche sociali e cimitero

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Torre del Greco. Due sedute del consiglio comunale in soli otto giorni. Non si tratta di un’improvvisa accelerata della squadra di governo cittadino guidata dal sindaco «lento pede» Giovanni Palomba bensì del risultato del primo braccio di ferro post-ferie registrato all’interno della litigiosa maggioranza di palazzo Baronale. Pronta a riprendere il filo dello scontro interrotto solo dalle dimissioni-farsa presentate dal primo cittadino a fine luglio – successivamente ritirate all’ultimo giorno utile, con contestuale rimpasto di giunta – e dalle vacanze d’agosto.

Le due fazioni

Le prime schermaglie all’interno della coalizione uscita vincitrice dal ballottaggio del giugno 2018 erano state registrate già la scorsa settimana, in occasione della riunione dei capigruppo poi saltata a causa di una «incomprensione» tra il presidente dell’assise Felice Gaglione e la «sua» pupilla Iolanda Mennella: la capigruppo della lista civica Ora era arrivata in ritardo all’appuntamento fissato a palazzo Baronale, facendo slittare la scelta della data per la ripresa dei lavori del consiglio comunale. Un’assenza capace di suscitare dubbi e perplessità tra gli alleati – in particolare, all’interno della fazione di ex Borrielliani capitanata dal politico-ultrà Pasquale Brancaccio – indispettiti dall’inaspettata frenata, considerati gli importanti punti all’ordine del giorno: in primis, l’assestamento di bilancio e poi – a scalare – la ratifica della variazione al bilancio di previsione contenente la nomina del coordinatore d’ambito per le politiche sociali e il via libera definita al project financing per la gestione di un’ala del cimitero. Due punti rispettivamente cari proprio a Felice Gaglione e a Pasquale Brancaccio, i due capibastone delle correnti interne alla maggioranza.

La doppia seduta

Al termine della riunione-bis dei capigruppo convocata ieri mattina a palazzo Baronale il capo dell’assise si è assicurato un passe-partout per superare le «resistenza» degli alleati sulla nomina del coordinatore d’ambito per le politiche sociali: i lavori del consiglio comunale saranno, infatti, organizzati in una doppia seduta. La prima – in programma già domani sera alle 19 – prevede solo la discussione degli argomenti «urgenti». Ovvero, l’approvazione dell’assestamento di bilancio – il termine ultimo per scongiurare l’arrivo di un commissario ad acta è lunedì 2 settembre – e la ratifica del provvedimento adottato dalla giunta lo scorso 2 luglio con i poteri del consiglio comunale. Solo il successivo 5 settembre saranno, invece, discussi – durante una seconda seduta dell’assise cittadina – i restanti punti all’ordine del giorno, compresa la vicenda-cimitero. «Abbiamo deciso di organizzare così i lavori del consiglio comunale per procedere subito all’approvazione dei provvedimenti urgenti e trattare in un secondo momento le questioni ordinarie», la spiegazione di Felice Gaglione.

Malumore tra gli alleati

Una soluzione davanti a cui gli ex Borrielliani passati con Giovanni Palomba hanno dovuto fare il classico buon viso a cattivo gioco. «Si potevano organizzare i lavori in un unico consiglio comunale, convocato in maniera ordinaria il prossimo 2 settembre – la tesi degli scontenti -. Invece, qualcuno si è voluto nascondere dietro la giustificazione dell’urgenza per non correre rischi». Insomma, se l’estate a palazzo Baronale è stata rovente, l’autunno promette di non essere da meno.

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