Teresa Palmese

Ospizio, ira del sindaco di Pompei: «Occupazione abusiva e nonnini sequestrati»

Bufera sull’autogestione: «Interruzione di pubblico servizio» Amitrano lancia l’ultimo appello e raccoglie tutti i post sui social

Ospizio, ira del sindaco di Pompei: «Occupazione abusiva e nonnini sequestrati»

«Quanto alla continuità di servizio, l’imminenza del pericolo è insussistente, potendo gli ospiti essere collocati in altre strutture in assenza di qualsiasi documentazione che attesti eventuali patologie ostative al trasferimento». Il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, legge a voce alta una delle motivazioni che hanno spinto il Tar a respingere il ricorso dei parenti degli anziani ospitati nella casa di riposo “Carmine Borrelli”, che avevano impugnato l’ordinanza del Comune perché – a loro dire – «illegittima» in quanto «i lavori alla struttura andrebbero assicurati contemporaneamente al soggiorno dei nonnini». Il primo cittadino, che tra le mani stringe il giudizio pronunciato dal Tribunale amministrativo, ripercorre tappa dopo tappa la storia dell’ospizio di via Lepanto e lo fa nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo de Fusco. Ribadisce ancora una volta la necessità di scongiurare «azioni di forza» e fornisce la sua verità dei fatti dopo decine di denunce presentate alle forze dell’ordine dalle diverse personalità coinvolte nella vicenda. E lancia pure l’ennesimo appello alle famiglie degli anziani – sotto gli occhi dei presenti, tra cui i consiglieri di maggioranza Vincenzo Mazzetti, Giuseppe La Marca, Gaetana Di Donna, il vicesindaco Carmine Massaro e il dirigente dei servizi sociali, Raimondo Sorrentino – «affinché trasferiscano i nonni nelle altre strutture già individuate sul territorio mettendo fine a ogni forma di protesta». «Leggo commenti assurdi – dice il primo cittadino – ripeto che ho il cuore buono e non consentirò più a nessuno insulti e versioni distorte dei fatti. Quest’amministrazione è serena e s’è presa delle responsabilità importanti. Ho permesso di far restare nonni e dipendenti nella struttura fino a settembre, nonostante stiano lì abusivamente. In caso di un terremoto, faccio un esempio, in galera ci sarei finito io. Proprio perché ho il cuore buono, ho evitato certi interventi. Ricordo che ci sono delle indagini diagnostiche che hanno attestato che la struttura non è idonea, controlli che sono scattati dopo che avevamo espresso la volontà di esternalizzare il servizio e per cui era necessario avere notizie certe anche relative alle condizioni dell’immobile». Il sindaco sottolinea che «non ha nulla contro i dipendenti e nessuno ha provato a sostituirli con alcuni nuovi. La società è stata incaricata del servizio di assistenza momentaneamente, perché – dopo il contratto scaduto dei lavoratori – gli anziani non potevamo lasciarli soli. Quanto ai licenziamenti, come tutti ormai sanno, ci sono dei documenti della Corte dei Conti che impongono la liquidazione della società speciale Aspide». Un intervento confermato dal dirigente Raimondo Sorrentino, che da mesi sta seguendo da vicino quella che s’è rivelata una querelle infinita. «Abbiamo concordato per l’integrazione delle rette per gli anziani che hanno residenza a Pompei – afferma -. La cooperativa opererà in attesa dei trasferimenti degli anziani. Nessuno immaginava un epilogo simile, i dipendenti si stanno rendendo autori di un qualcosa mai avvenuto, e mi riferiscono all’occupazione abusiva della struttura. Ho dovuto presentare una denuncia di interruzione di pubblico servizio. Nonostante tutto, c’è ancora la massima disponibilità per evitare azioni estreme». Il sindaco ricorda anche che sono state soddisfatte le richieste dei parenti. «Tutti gli anziani potrebbero trasferirsi nel centro indicato da noi, che è una comunità tutelare e che può ospitare anche vecchietti non autosufficienti. Insomma, l’alternativa c’è ma sembra non bastare». Amitrano ha raccolto in un dossier anche gli screenshot dei post diffusi sui social relativi alla mancanza di cibo e altri generi di prima necessità. Materiale finito in commissariato, dove c’è anche una lunga lettera del liquidatore dell’Aspide, in cui comunica che «la dispensa coprirà almeno un’altra settimana e che da sabato gli è stato negato l’accesso». «Non possiamo renderci complici di reati penali, come l’occupazione abusiva di un bene pubblico. Gli anziani sono sequestrati – aggiunge La Marca che illustra il piano di riqualificazione -. Senza dimenticare i bilanci mai presentati, il caos rette, e altri aspetti segnalati alle autorità». Mazzetti e Massaro precisano pure che si tratta di «una situazione ereditata dal passato e che in oltre dieci anni nessuno ha voluto aprire gli occhi. Questa amministrazione ha avuto coraggio, già a settembre 2017, in commissione bilancio, s’è parlato dell’Aspide». Sui mancati controlli è stato annunciato che sono state presentate diffide agli ex amministratori, pure per la gestione degli appartamenti di via Scacciapensieri. Il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano, in conferenza stampa legge le motivazioni della decisione del Tar.