Ciro Formisano

Spedizione punitiva sotto casa. Faccia fracassata a un pusher

Ai domiciliari Catello Cerchia, Vincenzo Marchitano e il figlio minore di un boss di Gragnano Raid a Vico, i tre temevano che lo spacciatore avesse parlato con i carabinieri dopo un blitz

Spedizione punitiva sotto casa. Faccia fracassata a un pusher

CASTELLAMMARE DI STABIA –  Sono arrivati sotto la casa di un giovane pusher di Vico Equense. Lo hanno fatto scendere, l’hanno accusato di aver collaborato con le forze dell’ordine e alla fine gli hanno fracassato la faccia colpendolo più volte. I protagonisti di quella spedizione punitiva sono due giovani di Castellammare di Stabia: Catello Cerchia, 21 anni, e Vincenzo Marchitano, 22 anni. Ai due, entrambi incensurati, è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal gip del Tribunale di Torre Annunziata Antonio Fiorentino. I due sono accusati di lesioni personali gravi, con l’aggravante di aver agito accompagnati da un minorenne: il figlio di un boss di Gragnano.

Le indagini

Sembra una storia uscita direttamente da una puntata di Gomorra quella ricostruita dai carabinieri della compagnia di Sorrento. E’ la sera del 21 marzo, quando uno dei giovani coinvolto in un’inchiesta sullo spaccio di sostanze stupefacenti a Vico Equense viene pestato davanti al portone di casa, sotto gli occhi della madre. Lui ha il divieto di dimora in Campania, ma è barricato in casa e non vuole saperne di lasciare la sua abitazione. Altre persone indagate in quell’inchiesta sono finite in carcere, lui no. E questo – secondo chi lo va a cercare fin sotto casa – è dovuto al fatto che lui abbia collaborato con le forze dell’ordine. Una convinzione che spinge Catello Cerchia, Vincenzo Marchitano e il minorenne figlio di un boss di Gragnano ad attirarlo in un tranello. I tre arrivano a bordo di una Mercedes e di una Smart, che parcheggiano a qualche decina di metri di distanza dall’abitazione del giovane pusher. Poi si dirigono verso la sua casa. Per attirare la sua attenzione cominciano a fischiare sotto la finestra e alla fine lo convincono a scendere giù. Ad avvicinarlo – secondo quanto denunciato dal ragazzo – è Catello Cerchia, un ventunenne che nel gennaio 2018 fu ferito con colpi d’arma da fuoco in una sala giochi del centro di Castellammare di Stabia. Cerchia avvicina il giovane pusher di Vico Equense e gli dice subito: «Tu sei sicuro che ti stai comportando bene? A noi non risulta».

Poi non gli lascia neanche il tempo di rispondere e gli sferra subito due tre pugni al volto. Le urla di dolore del giovane richiamano l’attenzione della madre, che si precipita giù e comincia a gridare. I tre aggressori a quel punto si danno alla fuga per non farsi riconoscere dalla donna. Il pusher di Vico Equense però ha il volto completamente sfigurato, con fratture multiple che lo costringono a sottoporsi a un delicato intervento maxillo-facciale, nel corso del quale i medici sono costretti ad applicare placche e viti al viso. Da lì scatta l’inchiesta dei carabinieri: inizialmente il giovane racconta di essere stato aggredito solo da Catello Cerchia, poi a seguito degli accertamenti degli investigatori rivela anche la presenza di Vincenzo Marchitano e del figlio minorenne di un boss di Gragnano. In particolare, per quest’ultimo aveva temuto di fare il suo nome per paura di ritorsioni. Nella giornata di venerdì, i militari hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di Catello Cerchia e Vincenzo Marchitano, mentre il Tribunale per i Minorenni procede per il figlio di un boss di Gragnano. Intanto, vanno avanti anche le indagini sullo spaccio di sostanze stupefacenti in penisola sorrentina e soprattutto sull’interesse nell’affare dei clan che fanno affari con la marijuana tra i Monti Lattari e Castellammare di Stabia. Gli investigatori stanno valutando anche il ruolo svolto da alcuni giovani in questa attività, con l’obiettivo di assicurare alla giustizia le nuove leve delle organizzazioni criminali.