Alberto Dortucci

La resa degli armatori. C’è l’ordine di sfratto: i Lembo via dalla villa

Alberto Dortucci,  

La resa degli armatori. C’è l’ordine di sfratto: i Lembo via dalla villa

Durante i giorni caldi dei cortei di protesta era la prima «tappa» dell’esercito di obbligazionisti traditi dagli armatori-vampiri della Deiulemar compagnia di navigazione. Sotto la reggia del comandante Giuseppe Lembo – l’unico dei fondatori dell’ex colosso economico di via Tironi rimasto in vita, condannato in via definitiva a 13 anni di reclusione – si riunivano centinaia di risparmiatori, pronti a reclamare i soldi spariti nel buco nero del fallimento da 800 milioni di euro della cosiddetta Parmalat del mare: «Devono uscire dalle loro ville perché sono nostre», il grido di battaglia delle vittime del «grande crac» all’ombra del Vesuvio. Un grido di battaglia diventato – a sette anni e mezzo di distanza – realtà. Perché – in attesa delle motivazioni con cui la Cassazione ha praticamente chiuso il processo agli armatorivampiri – i familiari del comandante Giuseppe Lembo hanno cominciato a fare le valigie per lasciare il lussuoso immobile di via Guglielmo Marconi.

L’ordine di sfratto Sulla testa del comandante e dei suoi parenti, d’altronde, pendeva la spada di Damocle dello sfratto esecutivo per consentire l’acquisizione della reggia al patrimonio della curatela fallimentare della «società di fatto» guidata dall’avvocato Antonio de Notaristefani di Vastogirardi. In pratica, la stessa trafila registrata per il quarto dell’immobile di proprietà di Leonardo Lembo – il primogenito del comandante, uscito dal tunnel giudiziario grazie a un patteggiamento-lampo in primo grado – già finito nell’elenco dei beni «recuperati» per conto dei creditori. Le operazioni di trasloco sarebbero già cominciate nei giorni scorsi e potrebbero essere ultimate a stretto giro, come confermato da qualche obbligazionista pronto a diffondere la «buona notizia» attraverso in canali social abitualmente frequentati dall’esercito di truffati dalla Deiulemar compagnia di navigazione. «Stamattina, passando davanti la villa del comandante Giuseppe Lembo, c’erano ancora le targhette vicino al citofono con i vari nominativi dei componenti della famiglia – il messaggio diffuso sul web – Sarà necessario qualche ulteriore giorno per sgomberare le ultime masserizie e poi andranno via, lasciando libero l’immobile». Parole capaci di scatenare entusiasmo e soddisfazione tra chi invoca giustizia da sette anni e mezzo.

La proprietà degli armatori-vampiri, una volta concluse tutte le cause in corso, sarà acquisita totalmente dagli obbligazionisti. L’incubo dei risparmiatori Sempre via social, gli obbligazionisti hanno lanciato l’allarme affinché non venissero portati via quadri di valore o i pastori del presepe. Un incubo in realtà senza particolari fondamenti, perché – durante i sopralluoghi effettuati dalla curatela fallimentare per l’inventario dei beni da sottoporre a sequestro – alla stanza blindata contenente la collezione di circa 250 pastori antichi era già stata sostituita la serratura e le chiavi d’accesso al bunker sono in possesso dei curatori fallimentari, pronta a «incaricare la dottoressa Barbara Mancusi Barone della stima di tutte le antichità rinvenute presso le abitazioni dei falliti per cui – si legge nel report inviato a giugno al giudice delegato Fabio Di Lorenzo del tribunale di Torre Annunziata – a prima vista, si riteneva necessaria la stima di un esperto».