Monopolio dello spaccio. Asse Scanzano-Di Martino

Droga venduta in Penisola Sorrentina, affare affidato ai rampolli delle due cosche E Libera accusa: «Nel rione dei D’Alessandro vandalizzata la targa per il militare ucciso»

Monopolio dello spaccio. Asse Scanzano-Di Martino

CASTELLAMMARE DI STABIA – Dal pestaggio di un giovane pregiudicato in penisola sorrentina, gli inquirenti ebbero l’esatta percezione dell’alleanza stretta tra il clan di Scanzano e i Di Martino di Gragnano. Analizzando e studiando i componenti di quel gruppo mandato a terrorizzare il giovane pusher gli inquirenti capirono e ebbero la conferma che la droga, soprattutto la gestione solitaria dei mercati più nuovi come la Penisola Sorrentina era un affare solo dei Di Martino, che avevano il controllo del mercato delle droghe leggere sul Faito e sui Lattari e dei D’Alessandro, un clan capace di approvvigionarsi in tutto il mondo per gestire soprattutto cocaina e droghe sintetiche.

Il pestaggio

Quel pestaggio, nel quale viene ferito con una scarica impressionante di pugni un pusher finito in un’inchiesta precedente, si verifica a Vico Equense il 21 marzo scorso. Francesco Pio Turno, che in passato era finito nell’indagine sullo spaccio in penisola, viene attirato in una trappola. Un suo amico lo chiama e gli chiede se si trova a casa. Lì, poco dopo, viene raggiunto da un commando formato da Catello Cerchia, di Castellammare, Fabio Di Martino, fratello minore dei rampolli di Leonardo, e da un altro fiancheggiatore. Al giovane pusher si rimprovera il fatto che, a seguito del primo blitz, non gli fossero state applicate gravi misure restrittive. Catello Cerchia, personaggio noto negli ambienti criminali, lo rimprovera prima di colpirlo con un oggetto contundente che nasconde tra le mani: “Ti stai comportando bene? Secondo me, non ti stai comportando bene”. Solo l’arrivo di sua madre, che si accorge del pestaggio del quale il figlio è vittima, lo salva probabilmente da un aggressione criminale e feroce. Il giovane, poi, deve ricorrere alle cure dell’ospedale di Caserta per venire a capo di una situazione clinica complessa.

Le indagini

Da quell’episodio l’Antimafia comprende molto più che da intercettazioni e attività investigative. La composizione di quella gang mandata a compiere la spedizione punitiva, dimostra che sulla gestione dello spaccio e del controllo dei mercati “vergini” Scanzano e Pimonte non sono solo alleati, ma ragionano e si muovono in simbiosi. Anche nel controllo della zona del Faito dove, da sempre i Di Martino custodiscono le piantagioni della marijuana, la presenza di copertura degli uomini dei D’Alessandro conferma quella che da traccia investigativa diventa una pista sicura che conferma altri aspetti delle indagini.

La denuncia di Libera

Che il clima in città non sia dei migliori, lo conferma anche la denuncia fatta via socal dal gruppo di Libera di Castellammare. Una foto, in cui si evidenzia come, i messaggi camorristici siano sempre pronti a fare breccia. “Via Carmine Apuzzo nel quartiere Scanzano,strada dedicata ad un carabiniere vittima della strage mafiosa di Alcamo in Sicilia, i soliti ignoti hanno levato la scritta carabiniere, beh siete solo dei vigliacchi codardi…” il commento dei giovani di Libera. Un episodio inquietante che sicuramente determinerà nuovi strasichi polemici. Nella città in cui ci si dimentica di costituirsi parte civile a un processo contro i clan, può accadere anche questo. E la guardia deve restare alta.