Ciro Formisano

Massacrato davanti allo stadio. Il pm: «Condannate il boss»

Ciro Formisano,  

Massacrato davanti allo stadio. Il pm: «Condannate il boss»

TORRE ANNUNZIATA – Per i pm Aldo Gionta, figlio del padrino Valentino, è uno dei mandanti dell’omicidio di Natale Scarpa, uomo dei Gallo-Cavalieri ucciso davanti allo stadio Giraud di Torre Annunziata il giorno di Ferragosto di 13 anni fa. E così, nonostante l’assoluzione in primo grado per mancanza di prove, il boss poeta finisce di nuovo a processo. Saranno i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, agli inizi di ottobre, a valutare se i sospetti degli inquirenti sono fondati. O se, realmente, la sentenza di assoluzione arrivata nel 2016 non fa una piega. Al centro del processo c’è la storia di un delitto del quale – sentenze alla mano – non è stato ancora individuato il nome di chi armò la mano dei sicari. I due boss indicati dai pentiti come possibili mandanti del massacro – i fratelli Aldo e Pasquale Gionta – sono entrambi stati assolti per questa vicenda.

L’agguato

E’ il 14 agosto del 2006. Torre Annunziata è una polveriera. Il sole cocente di Ferragosto divora le ombre a Fortàpasc. Dal silenzio di una città semi-vuota spunta il rombo di un motorino che sfreccia tra le buche infuocate e l’asfalto rovente. Sopra ci sono due uomini con il volto coperto. Si avvicinano a un anziano che a fatica si trascina in strada sfidando il calore asfissiante. Quello che è seduto dietro si alza, tira fuori una pistola nera e comincia a sparare all’impazzata. Uno, due, tre, quattro. Quattordici colpi in tutto. Di cui nove vanno a segno colpendo al torace e al collo la vittima. Non c’è nemmeno bisogno che arrivi l’autoambulanza. Il vecchietto è già morto mentre i killer scappano a 100 all’ora tra i vicoli di una città in guerra. A terra, disteso sotto al velo bianco insanguinato, c’è il corpo di un uomo importante. Si chiamava Natale Scarpa, 73 anni. E’ ritenuto un elemento di punta del clan Gallo-Cavalieri, storici nemici dei Gionta che ai Valentini contendono il monopolio degli affari illeciti in città. Nei vicoli della camorra lo chiamano “Zì Natalino”. E’ il padre di Vincenzo Scarpa, che pure è considerato uomo di spicco della cosca con base nel rione Penniniello. Le indagini e i processi Subito scattano le indagini. Ma la svolta vera arriva con i pentimenti “eccellenti”. Di quest’agguato parlano Aniello Nasto, Vincenzo Saurro e Michele Palumbo, tutti ritenuti esponenti del gruppo di fuoco in mano ai boss di Palazzo Fienga. Grazie ai loro racconti la Dda di Napoli chiude il cerchio attorno al massacro.