Fallimento Thomas Cook, hotel nei guai. L’incubo di un buco milionario

Redazione,  

Fallimento Thomas Cook, hotel nei guai. L’incubo di un buco milionario

La preoccupazione c’è. E’ tanta. Perché seppur non ci siano ancora numeri precisi e ufficiali, si avverte la sensazione che il crac possa avere pesantissime ripercussioni sull’indotto turistico già a stretto giro. Stando alle stime avanzate anche da Federalberghi, almeno un paio di centinaia di hotel in Campania potrebbero rischiare grosso con il fallimento di Thomas Cook. E a Sorrento e dintorni sale il terrore.

Sì, perché numerose strutture lavoravano con il tour operator britannico e vantavano crediti per decine di migliaia di euro. Debiti che Thomas Cook ha contratto per le passate stagioni e pure per l’ultima estate che dovevano essere saldati nel corso dei prossimi mesi. C’è di più. Il sospetto è che i mesi di luglio e agosto siano scoperti o comunque rischino di far salire la quota di incasso mancato per gli hotel che hanno già accolto gruppi di turisti. Ma spunta un altro dato di fatto. Non si può di certo dimenticare che solitamente la penisola sorrentina è una delle mete principali scelte dai vacanzieri britannici specialmente per settembre e ottobre. Le prenotazioni nel corso dell’autunno avanzate attraverso Thomas Cook sono ormai saltate così come i viaggi verso l’Italia.Unica chance è quella – alquanto remota per ora vista anche la confusione che regna a proposito dei rimborsi da riconoscere a clienti e strutture – secondo la quale il turista di turno possa decidere comunque di venire in vacanza a Sorrento pagando di tasca propria, per la seconda volta, il viaggio e il pernottamento. Scenario non molto facile perché le spese per il soggiorno aumenterebbero e non di poco.E i rimborsi? Pratiche che si presentano abbastanza lunghe e che nel breve non potranno mai garantire risarcimenti e recuperi di fondi che possano essere cruciali a coprire il budget sfumato.

La paura è che questo crac possa procurare ulteriori problemi sia in termini di fatturato che sui livelli occupazionali dei lavoratori stagionali, anche per la prossima stagione turistica. Federalberghi penisola sorrentina, guidata dal presidente Costanzo Iaccarino, ha chiesto l’aiuto del governo giallorosso affinché possa attivarsi per tutelare oltre che i clienti finanche le strutture rimaste a bocca asciutta.Un sos firmato anche da Bernabò Bocca, il numero uno nazionale di Federalberghi che ha già chiarito quanto sia necessario assumere provvedimenti che garantiscano agli hotel coinvolti di rimbalzo nel crac di Thomas Cook una copertura o comunque un sistema che nel più breve tempo possibile possa scongiurare intoppi sui rimborsi.

Non solo.Federalberghi ha immediatamente contattato Hotrec, l’organizzazione europea degli albergatori, e le consorelle degli altri Paesi, per organizzare il confronto con il liquidatore e coordinare l’azione legale che si renderà probabilmente necessaria presso i tribunali inglesi.«Ma i tempi saranno lunghi e l’esito a dir poco incerto. E nel frattempo, molte aziende italiane patiranno le gravi conseguenze di quanto accaduto» si legge una nota dell’associazione. Nel contempo, Federalberghi prosegue a chiedere ai propri soci di informare eventuali clienti che hanno prenotato con Thomas Cook e che stanno per arrivare, affinché sappiano che dovranno saldare il conto in albergo, per poi chiedere alle competenti autorità inglesi il rimborso di quanto versato a Thomas Cook. Un caos senza precedenti.