Mario Memoli

Ravello, bimbo morì per shock anafilattico. Condannata cameriera del locale

Tragedia a Ravello, piccolo turista inglese perse la vita dopo il pranzo Intollerante ai formaggi, gli fu servita pasta con proteine del latte

Ravello, bimbo morì per shock anafilattico. Condannata cameriera del locale

RAVELLO – Due assoluzioni e una condanna nel processo per la morte del piccolo Cameron Wahid, il turista inglese di sette anni che il 30 ottobre del 2015 morì in seguito allo choc anafilattico accusato mentre si trovava a Ravello. Prosciolto dalle accuse lo chef del ristorante La Margherita Luigi Cioffi (difeso da Stefania Forlani e Marcello Giani), condannata invece la cameriera Ester Di Lascio, con due anni e pena sospesa (difesa sempre da Marcello Giani che ha assistito anche la proprietaria del locale).Per il pubblico ministero Elena Cosentino «il ristorante (rappresentato dalla titolare, prosciolta) invece aveva rispettato le norme comunitarie sulla formazione del personale e sulla tenuta del registro degli allergenti». E’ quanto deciso dal giudice Montefusco ieri presso il Tribunale di Salerno.Tutti erano finiti a processo con giudizio immediato. Il piccolo Cameron il 27 ottobre 2015 era giunto in costiera amalfitana con la propria famiglia, componenti di un gruppo organizzato da 55 persone provenienti in bus da Sorrento, dove alloggiavano.

Il programma prevedeva il pranzo presso un ristorante di Scala e poi, nel pomeriggio, la visita alle bellezze della dirimpettaia Ravello. Prima di sedersi a tavola la madre del piccolo avrebbe comunicato agli addetti di sala che a suo figlio non andava servito formaggio. Quegli scialatielli – l’unica pietanza incriminata nel cui impasto era stata rilevata la presenza di proteine del latte – sarebbero stati conditi soltanto del pomodoro. Il tempo di giungere a Ravello, intorno alle 13, che al punto di salita e discesa dei bus turistici, in via Giovanni Boccaccio, il piccolo aveva cominciato ad avvertire malori fino ad accasciarsi sull’asfalto. Poi la corsa disperata al pronto soccorso di Castiglione di Ravello, il cuoricino del piccolo che dopo 15 interminabili minuti era tornato miracolosamente a battere e il trasferimento al Santobono di Napoli dove era spirato. Pronto l’appello per la cameriera condannata.