Salvatore Dare

Fallimento di Thomas Cook. Scatta la class action degli hotel

Salvatore Dare,  

Fallimento di Thomas Cook. Scatta la class action degli hotel

SORRENTO – Almeno quattro milioni di euro. Se non cinque. E’ questa la previsione choc sui danni subiti dagli hotel della penisola sorrentina per il clamoroso fallimento di Thomas Cook. Informalmente, si tratta di una stima avanzata da Federalberghi che proprio in questi giorni sta dialogando con titolari delle strutture e soci dell’associazione. Premessa doverosa: sinora non ci sono ancora numeri definitivi tanto che si teme che il calcolo su mancati incassi e proventi andati in fumo sia parziale e dunque destinato a salire. «Vediamo, il guaio è bello grosso» sospira Costanzo Iaccarino, il presidente di Federalberghi Campania che, in costante contatto con gli associati, forse a breve convocherà un’assemblea straordinaria per fare un punto della situazione.

Sul tavolo ci saranno sia le iniziative da assumere collegialmente per tentare di recuperare gli incassi mancati che soprattutto la possibilità di istituire una sorta di class action locale che nei tribunali inglesi possa duellare per vedersi riconosciute le quote che spettavano alle location ricettive da parte del tour operator andato ko.Ciò che è certo è che il danno più imponente riguarda proprio l’ultima estate. In particolare è il mese di agosto ad aver procurato un buco imponente nei bilanci. Perché, così come capita ai vacanzieri italiani, è un periodo nel quale numerose comitive di turisti provenienti dall’estero sono giunte in penisola sorrentina attraverso voli e transfer garantiti dal tour operator britannico. Anche se una fetta cospicua della torta riguarda anche l’autunno che, storicamente, è una fase amata dai britannici e dagli statunitensi. Intanto, vengono a galla ulteriori elementi utili per capire le dimensioni globali del crac di Thomas Cook. Sono quasi quindicimila i turisti britannici coinvolti dalla bancarotta. La cifra fornita dall’ente britannico per l’aviazione civile appare comunque limitata ai primi feedback arrivati dalle strutture ricettive. Per farla breve: si sospetta che sia solo una quota. Non solo: ulteriori 74 aerei charter saranno messi a disposizione tra oggi e domani per riportare nel Regno Unito altri 16.500 britannici. Sono in totale 600.000 i clienti interessati dalla vicenda, stranieri compresi. …