Giovanna Salvati

Spari contro un portone. Nel mirino il re della coca

Giovanna Salvati,  

Spari contro un portone. Nel mirino il re della coca

Due colpi. Solo due. Un avvertimento, un chiaro atto intimidatorio per lanciare un messaggio al re della cocaina di Boscotrecase. Il piombo che rimbomba nel cuore della notte, le sirene dei carabinieri e poi di nuovo il silenzio e quel muro di omertà che diventa sempre più alto. La camorra è tornata. Forse non è mai andata via. La strategia del terrore riparte da via Tenente Rizzo a Boscotrecase. Lungo un tratto di strada a confine tra Boscotrecase e Torre Annunziata. Un giallo sul quale ora indagano i carabinieri ma che si aggiunge agli altri episodi di criminalità che da un mese stanno tenendo in scacco il territorio.

Il raid

Sono da poco passate le tre. E’ notte fonda. In via Tenente Rizzo, un tratto di strada che collega la cittadina di Boscotrecase a Torre Annunziata e Boscoreale sta per andare in scena un raid criminale. In una palazzina di tre piani vive un pregiudicato con la sua famiglia. E’ in casa. Dorme. Ignora che di lì a poco, sotto la su abitazione, scatterà l’inferno. Allo scoccare delle tre, sotto la sua abitazione piomba uno scooter. Il motore si sente. Con molta probabilità appartiene ad uno scooter di grossa cilindrata. Sfreccia lungo la lingua di asfalto, una sosta di pochi secondi sotto quell’abitazione e poi riparte. L’unico rumore che però, in quella frazione di secondi si sente, è del piombo. Due colpi, calibro 9 vengono esplosi contro il portone d’ingresso. Solo due bastano a far scattare l’allarme. Ad accorgersi degli spari è proprio il pregiudicato. Sul posto piomba una macchina dei carabinieri della compagnia di Torre Annunziata – agli ordini del maggiore Simone Rinaldi – la scientifica effettua i rilievi.

Le indagini

Vengono ascoltati i residenti dell’abitazione: nessuno ha sentito o visto qualcosa. Anche il pregiudicato viene interrogato ma ovviamente nega qualsiasi tipo di minaccia o avvertimento. I carabinieri aprono un’indagine ma per ora barcollano nel buio. Provano a seguire l’unica pista che potrebbe fornire degli elementi: i precedenti penali dell’uomo. L’uomo ha infatti precedenti legati allo spaccio di droga e con molta probabilità il raid potrebbe essere ricondotto alle dinamiche di spaccio sul territorio. Da mesi è in atto il cambiamento delle piazze: dai nuovi rampolli ai vecchi capi. Gli inquirenti non escludono alcuna pista e seguono gli indizi scavando nella vita del pregiudicato. Le sue amicizie e frequentazioni. Non escludono nemmeno che l’episodio possa essere legato anche alle dinamiche della vicina Torre Annunziata che in questo periodo è al centro delle inchieste investigative per numerosi episodi di criminalità: bombe carta, stese davanti alle abitazioni e anche in pieno giorno. Una situazione sotto controllo ma che comunque sta alimentando un clima di terrore. A Torre Annunziata la pista investigativa, però, conduce anche verso la gestione del giro di estorsioni: la maggior parte delle vittime di bombe carta e stese sono infatti commercianti. L’ultimo episodio una settimana fa: nel mirino un pizzaiolo di via Plinio. Ancora prima altri commercianti erano stati presi di mira. Nei giorni scorsi l’associazione Libera ha consegnato al sindaco un regolamento per poter approvare la Consulta dei commercianti: 15 negozianti che si impegneranno in prima linea nella lotta alla camorra e a contrastare