Ciro Formisano

Due clan alleati per un delitto. 30 anni di cella per Chierchia

Ciro Formisano,  

Due clan alleati per un delitto. 30 anni di cella per Chierchia

TORRE ANNUNZIATA – Alfonso Chierchia, ex latitante e uomo di punta dei “fransuà” di Torre Annunziata, dovrà scontare una condanna a 30 anni di reclusione. Il boss del rione Provolera – per i giudici – è il principale mandante dell’agguato che vent’anni fa è costato la vita ad Aurelio Venditto, pregiudicato ritenuto appartenente al clan dei “bicchierini”, sodalizio specializzato nello spaccio e alleato, in quegli anni, con i Gallo-Limelli-Vangone. Chierchia, accusato da diversi collaboratori di giustizia, avrebbe armato la mano dei Birra di Ercolano, cosca vicina ai fransuà, per vendicare la morte di suo cognato, Patrizio Izzo, ucciso qualche tempo prima. E’ il 28 febbraio del 1999. Torre Annunziata è un campo di battaglia. Ogni settimana c’è almeno un morto ammazzato in strada. La camorra spietata uccide anche in pieno giorno. Come accade quel pomeriggio di vent’anni fa.

Sono le 15 e 30 circa, quando due killer armati di pistola fanno irruzione nel quartiere. Cercano qualcuno. Sanno come e dove colpire. E lo fanno in maniera spietata. Ne nasce un terribile conflitto a fuoco. Ad avere la peggio è Aurelio Venditto, un piccolo pregiudicato attivo nel settore dello spaccio di droga. Rimane ferito anche un suo amico, che solo 24 ore dopo si farà medicare perché ha una pallottola conficcata in un gluteo. I sicari scappano. Nessuno ha visto o sentito niente. L’omertà è la voce della paura. Ieri come oggi. E così per decenni quella storia di sangue e vendette resta a marcire negli archivi sotto la voce “cold case”. La svolta arriva soltanto 16 anni dopo. L’ex pm Antimafia Pierpaolo Filieppelli, assieme ai carabinieri di Torre del Greco, imbastisce le trame di un’inchiesta dai retroscena clamorosi. Dai racconti dei pentiti un tempo vicini alla camorra vesuviana viene fuori la verità su quel delitto. Per gli inquirenti a uccidere Ventitto fu un uomo del clan Birra di Ercolano, cosca alleata dei Chierchia.

Un patto dal quale – dopo la pace tra i fransuà e i Gionta – nasce la triplice alleanza della morte che nel giro di pochi anni ha prodotto decine di omicidi. A tirare il grilletto, secondo i pentiti di Ercolano e Torre Annunziata, sarebbe stato Franco Sannino, un pregiudicato imparentato con il potente boss Antonio Birra. Il suo nome, in questi anni, è balzato in cima alle pagine di cronaca per le minacce ai ragazzi di Radio Siani, la web emittente di Ercolano che trasmette dalla casa confiscata al boss Giovanni Birra e per la sua scelta di pentirsi, arrivata nel 2016. Dai racconti dello stesso Sannino e da quelli di Aldo Del Lavale, basista dell’agguato reo-confesso ed ex soldato dei Chierchia, viene fuori che fu proprio la cupola dei “fransuà” ad ordinare il delitto. Il movente? La sete di vendetta per l’omicidio di Pietro Izzo, cognato del boss ucciso qualche