«Non c’è prova di disagio psichico, il killer era lucido, puntava gli agenti». In un video i poliziotti uccisi “dormite tranquilli”

Redazione,  

«Non c’è prova di disagio psichico, il killer era lucido, puntava gli agenti». In un video i poliziotti uccisi “dormite tranquilli”

TRIESTE – Lucido e consapevole. Così viene descritto Alejandro Stephan Meran nel decreto di fermo firmato dal pm Federica Riolino. Lucido mentre spara puntando gli agenti nella Questura di Trieste uccidendone due e scaricando colpi, in tutto sedici, contro altri otto poliziotti. Una lucidità che di fatto lo stesso gip del Tribunale di Trieste Massimo Tomassini ribadisce nell’ordinanza rilevando l’assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell’uomo. Ma sostenendo che Alejandro poteva compiere “una mattanza”. Parte di quella che “poteva essere una strage”, come ha detto il Questore Giuseppe Petronzi, è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza  montate nell’atrio della Questura e quelle più numerose all’esterno. Nei filmati – ovviamente sequestrati dalla Procura guidata da Mastelloni – si vede il giovane sparare come in un film a due mani impugnando le due pistole sottratte ai poliziotti uccisi e poi fuggire all’esterno. In quei momenti, mentre Alejandro esplodeva colpi all’impazzata, il fratello Carlysle si era barricato in ufficio spaventato. Alejandro lo cerca e grida, quasi per assolversi, “loro mi volevano uccidere”.

Il gip nell’ordinanza accusa Alejandro di aver sparato contro altri otto poliziotti e rileva l’assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell’uomo. Le uniche prove in merito a un presunto disagio psichico provengono dai familiari e sono inficiate, per gli inquirenti, dall’essere “di parte”. Verifiche verranno fatte eventualmente in un momento successivo oppure nel caso che dalla Germania giungano atti o documenti a comprovare che Alejandro era seguito da operatori sanitari per disagi psichici. Come ha detto ieri la madre Betania. A tre giorni dalla vicenda, emergono nuovi dettagli e si rafforza l’immagine della strage scampata: per gli investigatori Alejandro ha sparato 16 colpi; altri sei li hanno esplosi gli agenti rispondendo al fuoco, per un totale di 22 colpi. L’aggressore ha esaurito l’intero caricatore di una pistola e ha esploso un colpo dall’altra arma. A lui hanno risposto gli agenti nel tentativo di fermarlo finchè non è stato neutralizzato tra tre uomini della Mobile. Il Questore Petronzi racconta di “fasi estremamente concitate e al tempo stesso drammatiche”.

Frasi che potrebbero far scattare per Alejandro, già gravato dal duplice omicidio e dal tentato omicidio plurimo, anche l’accusa di tentata strage.    Dettagli decisivi sulla dinamica comunque arriveranno dalle autopsie previste per la metà della prossima settimana: secondo quanto si è appreso, saranno particolarmente accurate e dovranno chiarire meglio le modalità dell’aggressione. Solo dopo saranno celebrati i funerali.    Intanto, sono stazionarie le condizioni del poliziotto ferito a una mano e ricoverato in Ortopedia a Cattinara, e dell’ omicida, sorvegliato costantemente da quattro agenti penitenziari nel reparto di Medicina d’Urgenza, da solo in una stanza.  Trieste continua ininterrottamente a testimoniare solidarietà deponendo fiori, messaggi, tshirt di corpi militari e no di appartenenza, fotografie, disegni e scritti di bambini, sui gradini all’ingresso della Questura. Nel famedio dell’atrio sono accese numerose candele funerarie.    La comunità greco-ortodossa ha stamani svolto una cerimonia di cordoglio nella propria chiesa, poi l’archimandrita, Gregorio Miliaris, a capo di una delegazione ha raggiunto la Questura dove ha depositato due corone di alloro.

Matteo e Pierluigi si erano ripresi all’inizio di un turno di notte

“Dopo tanto tempo ‘i figli delle stelle’ sono tornati. Siamo qui e quindi voi dormite sonni tranquilli”. A parlare – in un video – sono Matteo e Pierluigi, gli agenti uccisi nella sparatoria in Questura a Trieste. Sono a bordo di una volante, sorridenti, durante un turno notturno. In sottofondo si sente l’intro dell’omonima canzone di Alan Sorrenti. Il video – diffuso oggi dalla Questura di Trieste – è un ricordo dei due agenti. Si tratta di immagini filmate da loro stessi con un cellulare a inizio turno. “C’è la volante 2 questa notte – rassicurano – è tutto a posto. Come sempre si inizia…figli delle stelle..Speriamo bene…e niente… buonanotte”. Poi il saluto, con un bacio a favore della telecamera.