Mario Memoli

Sarno rinnega il Duce. «Via la cittadinanza»

Mario Memoli,  

Sarno rinnega il Duce. «Via la cittadinanza»

Tra qualche giorno, o meglio tra qualche ora, Benito Mussolini, il “Duce” fascista alleato di Hitler, non sarà più cittadino onorario della città di Sarno. L’ultimo schiaffo ai ricordi orribili della dittatura nera, arriva dal piccolo centro della provincia di Salerno. Martedì il consiglio comunale voterà la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Mussolini nel 1923. Un omaggio al Duce arrivato, all’epoca, con tanto di plebiscito e reverenze. Ma la storia non fa prigionieri. E la verità, per quanto scomoda, prima o poi arriva sempre. E così quasi un secolo dopo quel giorno di maggio, Sarno cancella una delle pagine più nere del suo passato.   Mussolini fu cittadino onorario per acclamazione. I consiglieri tutti in piedi in aula nel corso dell’assise a gridare: «Viva il Primo Soldato d’Italia!». Nei prossimi giorni sarà, invece, ripudiato per indignazione. Una decisione arrivata a 18 mesi dall’appello del movimento politico “Potere al Popolo” che ne chiese la rimozione. E alla vigilia della scorsa festa della Liberazione l’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Canfora aveva varato un provvedimento ad affetto volto a contrastare proprio ogni forma di dittatura. E nel mirino era finita , ovviamente, anche la decisione presa dall’allora sindaco Lucio Grimaldi il 23 maggio 1923. Martedì dovrebbe arrivare il consenso alla proposta della maggioranza di Canfora, in quota centrosinistra, di revocare quell’atto e cancellare il nome di Mussolini dalla città a quattro mesi di distanza dall’elezione bis dopo il ritorno al voto. A spiegarne i motivi era stato lo stesso primo cittadino che più volte ha ripetuto: «È una scelta politica giusta che per troppo tempo è stata nascosta – aveva detto il primo cittadino . Doveva essere fatto per l’onore di Sarno e per Giovanni Amendola, il quale era un uomo democratico e per il rispetto della libertà. Quella dittatura è costata sangue. Finalmente faremo giustizia, ed era un gesto da fare una volta per sempre. Non possiamo – aveva più volte spiegato il primo cittadino – essere la città del nostro deputato della Repubblica Italiana (Amendola) e poi avere come cittadino onorario il mandante del suo assassinio». Il Consiglio comunale ora dovrà solo ratificare l’atto e depennare dall’albo d’onore della città quel nome che tante pagine buie di storia continua ad evocare ancora oggi. «Secondo numerosi storici – si legge nella delibera dello scorso aprile – Benito Mussolini fu considerato anche il mandante politico della vile aggressione nei confronti di Giovanni Amendola originario di Sarno a cui è intitolata l’aula consiliare del Comune (…).

La cittadinanza onoraria, a suo tempo conferita, risulta, pertanto, incompatibile con i valori di cui il Comune di Sarno e la sua comunità sono oggi portatori oltre ad essere in contrasto con l’articolo 7 comma 1 dello Statuto del Comune stesso». La delibera che ha avuto già l’approvazione nella scorsa legislatura dalla Giunta Canfora, proprio il giorno del 25 aprile, è ora pronta ad arrivare in aula per il sì definitivo del consiglio. Da ricordare inoltre che fu lo stesso sindaco di Sarno, nel 2016, ad avanzare la proposta di togliere quella onorificenza. Una decisione che aveva suscitato più di una polemica con il centrodestra a ricordare che se si celebra Amendola allora si celebra la democrazia, ma così facendo l’amministrazione non ne avrebbero alcun rispetto. Per le opposizioni la cittadinanza onoraria è un fatto storico, di memoria della città di Sarno. I partigiani dell’Anpi, invece, sono pronti ad applaudire alla decisione di Canfora. Il nome di Mussolini, tra qualche ora, sarà cancellato dalla storia della città.