Teresa Palmese

Scavi, la guerra delle guide. Quelle abusive truffano i turisti

Teresa Palmese,  

Scavi, la guerra delle guide. Quelle abusive truffano i turisti

Mentre il sindaco ha annunciato controlli a tappeto, con tanto di confronti con l’assessore regionale delegato al turismo per individuare nuovi locali che rendano efficiente l’Azienda autonoma di cura soggiorno e turismo di Pompei, che dovrebbe funzionare da infopoint ufficiale del Municipio per scongiurare nuove truffe agli stranieri dopo le diverse segnalazioni finite anche nella rete social, le guide turistiche hanno messo in campo un nuovo piano di sicurezza fai-da-te all’esterno degli ingressi degli Scavi, dove girano persino mappe fasulle che riportano l’ingresso di Piazza Anfiteatro come uscita. Da settimane stanno indossando delle casacche fluorescenti, così da attirare immediatamente l’attenzione di centinaia di visitatori, con tanto di scritta su ambo i lati della pettorina: «Guida turistica della Regione Campania, official guide». Un messaggio che viene riportato anche in inglese per evitare che i turisti che sbarcano in via Roma, via Plinio e Villa dei Misteri vengano dirottati sul Vesuvio, come già successo in altre occasioni. Un piano che ha già assicurato dei risultati tra l’entusiasmo e la soddisfazione di un gruppo di guide autorizzate dalla Regione che s’è mosso in prima persona nella lotta ai furbetti. «Abbiamo indossato le casacche stazionando esternamente e internamente al sito archeologico – raccontano -. Le persone si sono spontaneamente avvicinate per chiedere informazioni, avendo intuito delle autorizzazioni relative alla nostra presenza». Una sicurezza fai-da-te finalizzata a evitare che alcune agenzie del territorio possano diffondere false informazioni ai turisti, facendo credere che quei punti diffusi ai piedi degli Scavi siano l’unica alternativa sul territorio. Talvolta, incuranti pure della concorrenza sleale, sottraggono lavoro alle guide regolarmente autorizzate ad accompagnare i turisti nella visita tra le domus di Pompei. Eppure lo scandalo degli infopoint privati, che, presentandosi come uffici pubblici, confondono i turisti che poi si ritrovano dirottati su un bus che li dirige sul cratere del Vesuvio, non è di certo una novità. Un caso denunciato sul web dagli stessi visitatori raggirati e che si sono ritrovati a pagare oltre cento euro per un’escursione sul Gran Cono, credendo di poter visitare le domus del parco archeologico di Pompei a distanza di a qualche ora. «Ho chiesto agli uffici del Comune, e non in questi giorni ma già nei mesi scorsi, le documentazioni presentate e le autorizzazioni rilasciate – disse il primo cittadino annunciano verifiche a tappeto -. L’obiettivo è capire il servizio che questi punti possono offrire ai visitatori e fare poi delle valutazioni. Di sicuro, il livello è diventato preoccupante e Pompei non merita questo, non merita recensioni e commenti negativi sul web. Questa città deve essere pulita da episodi spiacevoli ai danni dei turisti. Tutto questo non mi piace e non voglio che anche altri operatori possano fare i conti con dei danni provocati appunto dalla pubblicità negativa che arriva online e che si diffonde a macchia d’olio tra i visitatori che sbarcano a Pompei». I nuovi locali per ripristinare e rendere efficiente l’Azienda autonoma di cura soggiorno e turismo di Pompei, che potrebbe funzionare come ufficio pubblico di informazione sul territorio, potrebbero venire fuori giù al Municipio. La Regione avrebbe già chiesto all’amministrazione Amitrano dei nuovi spazi per assicurare il servizio, che potrebbe essere effettuato all’ingresso del Museo Temporaneo di Impresa, in piazza Bartolo Longo. Una soluzione che potrebbe cancellare lo scempio di quelli che sono stati ribattezzati «totem dell’inutilità».La lotta alle truffe del turismo è dunque cominciata su più fronti. La missione sarà evitare ulteriori danni a ignari turisti che, ovviamente, ritrovando il disegno della città impresso anche all’ingresso delle agenzie, scelgono di acquistare i ticket e le guide delle agenzie ‘furbette’.