Tiziano Valle

Dal narcos Imperiale le armi per la faida

Kalashnikov e pistole nei tir dei fiori per rifornire i clan di Scampia

Dal narcos Imperiale le armi per la faida

CASTELLAMMARE DI STABIA – Kalashnikov e pistole viaggiavano nei tir dei fiori diretti ai mercati della Campania. Poi venivano messi a disposizione degli scissionisti di Secondigliano, che a loro volta potevano decidere se rivenderle a cosche “amiche”, facendo soldi con quella compravendita. Un traffico che viaggiava parallelo a quello della cocaina e delle pasticche di ecstasy che Raffaele Imperiale, il super narcos partito dal rione Ponte Persica a Castellammare di Stabia, gestiva prima da Amsterdam dove ha vissuto per lungo tempo e poi dalla Spagna, dove si trasferì agli inizi del nuovo millennio. Il primo a riferire di questa attività di broker delle armi, oltre che della droga, da parte di Raffaele Imperiale è stato il collaboratore di giustizia Biagio Esposito, che nel 2010 cominciò a parlare di “Lelluccio ‘o parente” agli investigatori dell’Antimafia. Stando a quanto ha riferito ai magistrati della Dda, Imperiale si diceva assolutamente in grado di fornire armi da guerra alla cosca degli Amato-Pagano, forte dei suoi rapporti con i cartelli colombiani.

Un giro, quello del traffico di armi, nel quale era entrato a far parte anche Gennaro Sorrentino, il boss massacrato dai killer lo scorso 7 settembre sull’asse mediano. Ed è proprio dalle indagini su quest’omicidio di camorra, che è spuntata nuovamente fuori la vicenda che vede coinvolto Raffaele Imperiale. Nelle informative dell’Antimafia riguardanti le forniture di armi alla camorra, il nome del supernarcos di Castellammare di Stabia figura in cima alla lista dei broker capaci di fornire kalashnikov e pistole ai clan della periferia di Napoli. Gli investigatori non escludono che quel traffico di armi sia andato avanti, nonostante le inchieste che hanno riguardato Imperiale, che tuttora è latitante a Dubai. Da quel paradiso dorato e grazie alla copertura di personaggi influenti negli Emirati Arabi, il narcotrafficante partito da Castellammare di Stabia sarebbe ancora capace di far arrivare cocaina e armi alle cosche della periferia di Napoli. Raffaele Imperiale, d’altronde, è già stato condannato. Per l’Antimafia avrebbe fatto da tramite tra il clan e i “produttori” di cocaina. Ma di lui, a dispetto di processi e sequestri, non si ha traccia ormai da tempo. Secondo gli 007 sarebbe stato nascosto per un periodo a Dubai, negli Emirati Arabi dove avrebbe vissuto persino in una suite da sogno su due piani con piscina, sala cinema e accesso ad una spiaggia privata.

Per risiedere al Burj Al Arab il narcos stabiese avrebbe speso la bellezza di un milione di euro all’anno. Una potenza economica impressionante costruita con il traffico internazionale di cocaina, cominciato proprio da quel coffe shop, il Rockland, passato per gli accordi con i cartelli sudamericani del narcotraffico fino ad arrivare a Scampia. Nel 2009 – secondo gli investigatori – l’ultima toccata e fuga in Italia, prima di godersi la dolce vita di Dubai. Appena qualche mese fa, un’altra inchiesta dell’Antimafia, ha ribadito come Imperiale rappresenti, ancora oggi, uno dei principali punti di riferimento per gli investimenti della criminalità organizzata nel mercato della compra-vendita di droga. Al punto che dopo l’arresto del super boss Marco Di Lauro, Imperiale è finito in cima alla lista dei latitanti campani ricercati nel mondo. Sarebbe ancora lui, da latitante, a garantire grossi quantitativi di cocaina e le armi necessarie per la faida ai clan dell’hinterland napoletano.