Mario Memoli

Nozze in Ucraina, ma è già sposato. Rischia il processo per bigamia

La “scoperta” negli uffici di Pompei: scattata la segnalazione alla magistratura

Nozze in Ucraina, ma è già sposato. Rischia il processo per bigamia

POMPEI – Sposato, separato ma non divorziato, va in Ucraina e si unisce in matrimonio con una donna del posto. Vengono spediti i documenti al Comune di residenza ma qui si scopre che l’uomo è ancora coniugato. Parte la segnalazione all’Avvocatura dello Stato che denuncia il caso alla Procura di Roma. Autotrasportatore di Pompei, di 42 anni, rischia di finire sotto processo con l’accusa di bigamia il cui reato prevede una pena che va da 1 ai 5 anni di reclusione. Una vicenda alquanto singolare partita nel 2017 e ora materia del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Roma (che procede per competenza) che dovrà decidere se rinviare a giudizio il 42enne, già coinvolto in passato (e assolto) in vicende di bancarotta fraudolenta e appropriazione indebita di beni. L’autotrasportatore anni addietro si era unito in matrimonio con una donna originaria di Scafati ma dopo alcune incomprensioni coniugali i due avevano deciso di separarsi, cosa che realmente è avvenuta. Mai però entrambi avevano ottenuto il divorzio. Nel frattempo il 42enne, difeso dall’avvocato Roberto Acanfora, aveva conosciuto una giovane donna ucraina, arrivata per lavoro in Italia. I due avrebbero cominciato a frequentarsi a Pompei e per lungo tempo avevano dato vita ad un vero e proprio rapporto coniugale, vivendo a casa dell’autotrasportatore.

Poi, però, per vicende familiari di lei, l’ucraina – ignara della pregressa condizione del suo attuale compagno – fu costretta a ritornare nel suo paese di origine strappando all’uomo la promessa di seguirla. Magari anche dopo qualche mese. Riuscendo a trovare degli spazi tra il lavoro e il tempo libero, il 42enne così decise di recarsi nel paese dell’Est europeo. E durante uno di questi viaggi, i due decisero di unirsi in matrimonio. Nozze che si sarebbero poi celebrate in Ucraina alla presenza dei familiari sia di lei che di lui (in Ucraina non c’è bisogno di chiedere il nulla osta per i matrimoni tra persone del posto e stranieri, italiani in particolare). Tutto lecito, se dietro non ci fossero state le altre nozze tra l’autotrasportatore pompeiano e la sua ex moglie. Infatti, la documentazione della nuova unione coniugale fu spedita presso gli uffici comunali di Pompei dove però è risultato che il 42enne era ancora sposato in Italia. Non aveva mai ottenuto il divorzio dopo la separazione. A questo punto, gli addetti al servizio, informarono l’Avvocatura Generale dello Stato che decise di spedire il caso alla magistratura romana per valutare se potessero esistere delle ipotesi di reato su quelle nuove nozze contratte nell’est Europa. Anche perché è dovere del cittadino italiano all’estero rendere dichiarazione sostitutiva “per cittadini divorziati” alla propria Ambasciata. Resta da capire se sia stato fatto, anche se al 42enne non viene contestata alcuna ipotesi di falso. L’indagine della Procura capitolina è andata avanti e già lo scorso anno il pubblico ministero aveva deciso di interrogare l’indagato, che si sarebbe difeso dicendo di non sapere di non essere divorziato e che la sua nuova compagna non sarebbe stata al corrente che lui fosse stato precedentemente sposato. In realtà era solo separato.

Il magistrato inquirente, poi, avendo raccolto ulteriori indizi a suo carico, dopo la conclusione delle indagini ha formulato richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di bigamia. Sarà il gip, dopo la fissazione dell’udienza, a stabilire se accogliere o meno quella istanza. In caso di processo e condanna, l’autotrasportatore rischia da uno a 5 anni di reclusione.