Salvatore Dare

Scuolabus, giallo sulle tariffe. Esposto alla Corte dei Conti

Denuncia alla Procura regionale dopo un parere dei giudici: «Il Comune non può rimetterci»

Scuolabus, giallo sulle tariffe. Esposto alla Corte dei Conti

SORRENTO – Una denuncia che punta a far aprire un’inchiesta sul servizio di trasporto scolastico, in particolare sull’affidamento triennale assegnato dal Comune di Sorrento all’impresa Angelino. Obiettivo: verificare se sussiste l’ipotesi di danno erariale a carico di funzionari dell’ente. Motivo? I costi sostenuti dalle famiglie degli alunni per l’acquisto dei ticket degli scuolabus non coprono interamente i costi dell’appalto. E la differenza viene messa dal Comune. Tanto che secondo un indirizzo della Corte dei Conti emerge che il trasporto scolastico non è inquadrabile nei servizi «a domanda individuale» e quindi – stando alla tesi dell’esposto – va finanziato «interamente» con ciò che paga l’utenza. Ecco perché il movimento civico “Conta anche tu” chiama in campo la Procura regionale della Corte dei Conti della Campania. Il coordinatore dell’associazione, Francesco Gargiulo, chiede che sia fatta chiarezza. Tutto parte da una delibera di giunta di dicembre 2018. In quella seduta, l’esecutivo approvò le tariffe per il trasporto scolastico per l’anno 2019 «fissando in 10 euro mensili l’importo dei ticket per gli alunni che usufruivano» del servizio esteso per nove mesi. In tal senso, come rileva il movimento civico, la giunta prevedeva un’entrata di circa «49mila 500 euro atteso che gli alunni paganti che usufruivano del trasporto scolastico erano circa 550». Qui si inserisce la determina numero 1076 dello scorso 11 settembre con cui il dirigente comunale Donato Sarno affida ad Angelino il servizio di trasporto scolastico per gli anni 2019/2020 e 2020/2021 con decorrenza dal 16 settembre al prezzo offerto, come si legge nell’esposto, «di 285mila 37 euro annui oltre Iva al 10 per cento», cioè 313mila euro circa. In quest’atto, il Comune assume «l’impegno di spesa di 125mila 416 euro Iva inclusa in favore della società aggiudicataria per il periodo settembre-dicembre 2019». Ed è qui che, secondo il coordinatore dell’associazione, rischia di spuntare il danno erariale.

«Per i soli mesi di settembre-dicembre 2019 se si considera un’entrata di 49mila 500 euro», cioè la somma dell’incasso dei ticket, c’è «una rimessa da parte del Comune, per lo stesso periodo, di 75mila 916 euro». Ovvero: il Comune, per l’associazione, è costretto a mettere la differenza tra introiti dei ticket e costi totali del servizio per raggiungere la somma complessiva di 125mila 416 euro, che rappresenta l’impegno di spesa complessivo dei primi quattro mesi, fino a dicembre. L’associazione muove pure perplessità sui conti fatti dall’ente. Perché se il costo annuo del servizio (comprensivo di Iva) ammonta a 313mila euro, il costo mensile spalmato sui nove mesi di servizio ammonta a circa 35mila euro. Dunque, moltiplicando questa cifra per quattro mesi, si arriverebbe a 140mila euro e non 125mila. Non solo. Gli introiti dei ticket mensilmente ammontano in teoria a 5.500 euro. Per l’associazione, la differenza mensile tra i 35mila euro di costi mensili del servizio e la quota mensile incassata dei ticket di 5.500 euro è di 29mila euro. Somma che estesa per quattro mesi, cioè da settembre a dicembre, ammonterebbe a 116mila euro (e non 75mila euro). Cioè, la differenza a carico dell’ente.

Ecco venire a galla l’ostacolo, almeno stando a ciò che afferma Gargiulo. La Corte dei Conti, sezione regionale di controllo per il Piemonte, con la delibera 46 di quest’anno, ha precisato che il trasporto scolastico è un servizio pubblico e che «l’erogazione non può essere gratuita per gli utenti ma la sua copertura deve avvenire mediante i corrispettivi versati dai richiedenti il servizio di modo che le quote di partecipazione finanziaria, correlate al servizio e poste a carico dell’utenza, dovranno completamente concorrere alla copertura integrale della spesa del medesimo». Per il movimento “Conta anche tu”, non è corretto che con questa linea fissata dalla magistratura contabile il Comune debba “rimetterci”. «Auspichiamo una indagine scrupolosa, sono in ballo centinaia di migliaia di soldi dei cittadini» chiosa Gargiulo.