Dietro il no all’ex Equitalia altri consiglieri morosi

Adriano Falanga,  

Dietro il no all’ex Equitalia altri consiglieri morosi

Ex Equitalia e incompatibilità dei consiglieri, i due argomenti saranno affrontati nel prossimo consiglio comunale, e secondo gli scenari che stanno via via emergendo, tra i due temi può esserci una diretta relazione. Affidare la riscossione coattiva dei tributi iscritti a ruolo all’Agenzia delle Entrate ex Equitalia è una decisione che non trova ancora i numeri in Consiglio Comunale, per la sua approvazione. Il primo cittadino Cristoforo Salvati giovedì sera ha evitato un voto contrario solo grazie al rinvio, deciso all’ultimo momento. L’argomento sarà approfondito nuovamente nelle commissioni ma soprattutto in maggioranza, e ritornerà in aula il 30 ottobre. In questa seduta, già programmata dal Presidente del Consiglio Mario Santocchio, si discuterà anche di incompatibilità e decadenza di alcuni consiglieri comunali.

Sono diverse settimane che la segretaria Giovanna Imparato sta portando avanti una lunga e articolata serie di verifiche per riscontrare eventuali altre posizioni di incompatibilità, oltre a quelle già accertate (e calendarizzate) di Marco Cucurachi e Michele Russo. Quest’ultimo ha già ritirato la richiesta di risarcimento danni conseguente ad un incidente causato dalle cattive condizioni del manto stradale, nel lontano 2011. Cucurachi deve invece definire il suo contenzioso con l’ente, causato da omesso pagamento tributi comunali per circa 27mila euro, pena la dichiarazione di decadenza. In questa cornice stanno emergendo ulteriori posizioni di incompatibilità, dovute, guarda caso, a tributi non versati da una non indifferente fetta di consiglieri comunali. Del resto, le statistiche di Palazzo Mayer restituiscono un tasso di evasione della Taridel 50%, o meglio, uno scafatese su due non sarebbe in regola con il pagamento dell’imposta sui rifiuti. E se la matematica non è un’opinione, non è azzardato ipotizzare che su 25 consiglieri comunali possano nascondersi ulteriori furbetti. In questi giorni stanno circolando nomi in forma ufficiosa, che riguardano esponenti di maggioranza, opposizione e finanche assessori. In attesa dell’esito ufficiale delle verifiche della segreteria comunale con la Geset, che ha gestito la riscossione fino a maggio, diventa legittimo chiedersi perché tanto astio verso l’ex Equitalia.

Due i motivi ufficiali avanzati dai detrattori: l’affidamento diretto e i metodi poco flessibile adoperati dalla società. Sul primo l’amministrazione si è giustificata adducendo motivi di urgenza, pena la prescrizione dei ruoli emessi nel 2014. Di contro, però, in Assise il neo responsabile ai Tributi Vittorio Minneci a domanda diretta ha risposto: “diciamo che è necessario”. E lo stesso rinvio alimenta perplessità sulla tanto decantata urgenza, che avrebbe legittimato la scelta di ex Equitalia senza passare per un bando ad evidenza pubblica. Ma i motivi potrebbero essere anche altri. Non è escluso che a qualche consigliere moroso possa far comodo la sopraggiunta prescrizione dei ruoli, come non si può escludere l’interesse di qualcun altro affinché torni la Geset, considerato che in essa lavorano amici e parenti di ex consiglieri comunali, a rischio licenziamento. In entrambi casi potrebbe però paventarsi il reato di abuso d’ufficio, qualora le ipotesi diventassero certezze. Ecco il motivo per cui l’ipotesi di nuovi consiglieri incompatibili per debiti verso l’ente può coprire un così serrato ostruzionismo. Volendo invece restare sul campo strettamente e strategicamente politico, l’opposizione ad ex Equitalia del gruppo Lega-Salvati Sindaco altro non è che un gioco forza per ottenere la sostituzione dei loro due assessori di riferimento: Peppino Fattoruso e Maria Pisani. Sarà il consiglio comunale del 30 ottobre a svelare eventuali altarini nascosti.