Tiziano Valle

Vongole al veleno dal Sarno. C’è l’incubo salmonella

Tiziano Valle,  

Vongole al veleno dal Sarno. C’è l’incubo salmonella

CASTELLAMMARE DI STABIA – Le vongole raccolte alla foce del fiume Sarno possono, se mangiate, causare gravi malattie e determinare persino la morte nei soggetti che presentano problemi di salute. E’ quanto sostiene uno studio condotto dall’Università Federico II di Napoli, che è stata individuata quale ente di supporto tecnico-scientifico alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, impegnata in una maxi-inchiesta sull’organizzazione criminale che fa affari con la vendita illegale di datteri di mare e vongole contaminate. Agli scienziati dell’Università Federico II sono state messe a disposizione le vongole sequestrate nel corso dei blitz degli ultimi mesi. E le analisi svolte sui campioni hanno dato risultati devastanti. Secondo gli esperti, infatti, si tratta di un prodotto che non potrebbe in alcun modo essere destinato ai consumatori, perché è stata riscontrata la presenza di numerosi batteri e metalli pesanti che potrebbero causare gravi malattie infettive. Addirittura, secondo l’Università Federico II, conterrebbero batteri capaci di resistere persino agli antibiotici e diventare letali.

Insomma, è un vero e proprio attentato alla salute pubblica quello perpetrato da parte dei pescatori di frodo che immettono sul mercato le vongole pescate tra la melma alla foce del fiume Sarno. Il sospetto Nelle ultime ore, però, tra gli esperti è nato il sospetto che anche i datteri di mare, i molluschi che vengono estratti devastando gli scogli della costa della penisola sorrentina, possano essere contaminati. A supporto di questa tesi, alcuni studi scientifici che sono già stati condotti nel Mediterraneo che hanno evidenziato la presenza di metalli pesanti nei datteri di mare. D’altronde si tratta di un mollusco bivalve filtratore che nella maggior parte dei casi viene cresce per decenni proprio all’interno degli scogli sommersi dalle acque. Insomma, le probabilità che si possa riscontrare la presenza di batteri o metalli pesanti anche nei datteri è altissima. Stessa cosa per quanto riguarda i rischi per la salute, considerando che nella maggior parte dei casi si tratta di frutti di mare che vengono mangiati crudi o poco cotti. Ad occuparsi delle analisi sui datteri di mare è la stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e qualora dovesse essere riscontrata la contaminazione si aggraverebbe la posizione dei componenti dell’organizzazione criminale che li mette in commercio: perché oltre al disastro ambientale e alla pesca fuorilegge, potrebbe essere contestato anche per i datteri di mare l’attentato alla salute pubblica.

L’udienza

Intanto, nella giornata di ieri, un ufficiale della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, ha testimoniato in aula nel processo a carico di due datterai che furono fermati nel 2016 sull’autostrada Napoli-Salerno, con 25 chili di datteri. Un’operazione che fu condotta dalla guardia costiera in collaborazione con la polizia stradale di Angri. Nel corso del processo, ancora una volta, è spuntata fuori la tesi di una vera e propria organizzazione criminale che farebbe affari con il mercato illegale dei datteri di mare. Una vera e propria holding con ruoli ben precisi, che programma il reperimento e poi la vendita del prezioso mollusco, attraverso il lavoro fuorilegge di sub, vedette, broker e corrieri. Un giro da circa 80mila euro al mese.