Elena Pontoriero

Rogo negli orti de “La Sonrisa”. Non si esclude alcuna pista

Elena Pontoriero,  

Rogo negli orti de “La Sonrisa”. Non si esclude alcuna pista

Fiamme alte a ridosso del complesso turistico Gran Hotel La Sonrisa, giallo sul rogo. Nella tarda serata di giovedì una nube di fumo si è elevata dal fondo agricolo di proprietà della famiglia Polese e visibile dall’adiacente strada. Paura per i residenti ma anche per i titolari della nota struttura, famosa in tutto il mondo per l’organizzazione di matrimoni stravaganti. Un incendio che ha fatto temere il peggio ma che è stato domato dal veloce intervento dei vigili del fuoco della compagnia stabiese. «A bruciare è stato un cumulo di sterpaglie che doveva essere stoccato nel compattatore. Forse una distrazione, chissà . Per fortuna non ci sono stati feriti, né danni alla struttura», è quanto trapela dalle barocche sale de La Sonrisa. Un incidente che potrebbe aprire una serie di ipotesi. Chi ha appiccato il fuoco nell’orto di pertinenza del complesso turistico?

Un segno lasciato per far capire qualcosa? Certo è che le sterpaglie non si possono bruciare per autocombustione, soprattutto quando le temperature sono sensibilmente calate rispetto alla calura dell’estate. Una mano ha sicuramente avviato la scintilla che ha poi generato l’incendio. A essere scagionata è una maldestra pulizia del fondo per la rimozione fai-da-te delle sterpaglie. Cumulo che, come spiegato dai titolari della struttura, era destinato al compattatore. «Stiamo valutando l’ipotesi di isolare quella zona e di non renderla facilmente accessibile dall’esterno». Questa la decisione che è stata intrapresa dalla famiglia Polese, all’indomani dell’incidente che è stato fermato prima che le fiamme potessero minacciare anche la struttura, a diversi metri di distanza dove si è registrato il rogo. Sull’accaduto potrebbe aprirsi anche un’indagine, nel momento in cui i sospetti andrebbero a virare su un possibile piromane su commissione. A quel punto potrebbero essere basilari le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, molte disposte anche sull’ingresso de La Sonrisa, e che avrebbero potuto catturare la fuga del possibile autore del rogo.