Giovanna Salvati

Giallo sugli atti della palazzina. «Qualcuno li ha manomessi»

Giovanna Salvati,  

Giallo sugli atti della palazzina. «Qualcuno li ha manomessi»

TORRE ANNUNZIATA – «La maggior parte degli atti non erano per nulla attendibili, erano stati modificati ad arte».  E’ quanto ha dichiarato il super perito nominato dalla Procura di Torre Annunziata, Nicola Augenti. Una dichiarazione resa durante l’udienza sul crollo della palazzina del 7 luglio 2017 e che ha riaperto altri dubbi sulla strage dove hanno perso la vita otto persone, tra le quali due bambini. Le parole del professore Augenti erano già state, nei giorni scorsi, importanti: nell’udienza infatti erano state rese note le cause del crollo, ovvero il cedimento di un maschio murario al secondo piano. Un crollo che si poteva evitare perchè già da tempo i segni erano stati un campanello d’allarme. Lavori, quindi, eseguiti in modo sbagliato – secondo quanto sostenuto da Augenti – che hanno indebolito la struttura fino al cedimento. Ma durante l’udienza il consulente della Procura ha però sollevato nuovi ombre, nubi che si addensano sulla strage. «Abbiamo effettuato una consulenza strutturata su tre tipi di indagini – ha spiegato Augenti – una consultazione in primis degli atti, poi la verifica sui luoghi ed infine l’analisi teorica di tutte le informazioni raccolte ma purtroppo molte degli atti che ci sono stati forniti dagli inquirenti non erano per nulla attendibili».

Una dichiarazione che gela ovviamente i presenti in aula ma in particolare il giudice del collegio Francesco Todisco e il pm Andreana Ambrosino. Per il tecnico le planimetrie e i documenti sono stati modificati prima di essere stati consegnati agli 007, o ancora prima e in particolare, secondo Augenti «sono stati modificati ad arte». Questo non fa altro che accendere i riflettori su chi abbia potuto manomettere gli atti: si tratta di documenti che all’epoca furono acquisiti per la maggior parte in Comune. Già  al momento dell’acquisizione emerse l’assenza di alcuni atti che stranamente e misteriosamente non sono stati mai più trovati e sopratutto mai così depositati. In quell’occasione il sindaco Vincenzo Ascione dichiarò che avrebbe persino avviato una serie di controlli e cambiare una serie di cose. Per ora, nulla è stato fatto. Eppure in quel fascicolo che sfoglia il super perito – Augenti, assieme all’ingegnere Andrea Prota, ha studiato le ragioni del crollo – potrebbe essere racchiusa la prova madre. Lo sanno gli avvocati, i giudici e il pm. Lo sanno i familiari delle vittime che hanno affollato le sedie dell’aula Izzo del tribunale di Torre Annunziata. Immobilizzati dal dolore. Paralizzati dalla rabbia quando il super perito inizia a parlare.  «Il collasso del palazzo si è verificato a causa dei lavori effettuati al secondo piano che hanno scaturito un indebolimento delle strutture portanti generando fenomeni di schiacciamento – ha spiegato in aula Augenti – sono crollati i maschi murari, in particolare uno. Impossibile che nessuno si sia accorto quello che stava accadendo. I segnali c’erano stati tutti. A cominciare dalle lesioni sulle pareti. Dietro questa tragedia c’è stata incoscienza e incompetenza».

Tutte conclusioni tratte da quell’incartamento a singhiozzo, da ricerche che per mesi ha dovuto portare avanti ma senza aver nessun contributo. In aula Augenti ha anche puntato il dito contro i consulenti di parte degli imputati «Non mi sono pervenute obiezioni, abbiamo cercato di coinvolgerli e abbiamo anche chiesto se ci fossero margini per discutere insieme e invece solo due obiezioni, una non motivata sull’insoddisfazione di un perito alla nostra relazione, l’altra invece di un tecnico che avrebbe fornito una motivazione personale». Resta comunque l’amaro in bocca e la rabbia perchè, per Augenti, quella tragedia poteva davvero essere evitata. RispondiInoltra