Torna l’incubo ruspe a Torre del Greco: demolita una villetta abusiva, famiglia in strada

Alberto Dortucci,  

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Torre del Greco. Quando la camionetta della polizia di Stato e l’auto di servizio dei vigili urbani sono arrivate in via Lamaria – la lunga strada a quattro passi dal parco nazionale del Vesuvio – non c’era nessuno davanti al fabbricato destinato a finire giù sotto i colpi delle ruspe. Ma, all’arrivo degli operai della ditta incaricata di eseguire l’ordine di abbattimento arrivato a maggio del 2018 dalla corte d’Appello di Napoli, la tensione all’interno del popoloso quartiere di periferia è subito salita alle stelle. Perché il villino abitato dalla famiglia di M.P. – in tutto tre persone, tra cui una neo-maggiorenne – non è l’unico costruito in zona senza alcuna autorizzazione. E presto nuovi provvedimenti potrebbero «colpire» gli abusivisti del rione.

La marcia delle ruspe

Le operazioni di demolizione hanno interessato un fabbricato realizzato negli anni Ottanta: un villino al piano rialzato di circa 70 metri quadrati, immediatamente finito sotto i riflettori del nucleo anti-abusivismo del Comune. Già a febbraio del 1985 era scattato l’ordine di demolizione per la proprietaria dell’immobile, successivamente deceduta e pronta a lasciare il villino abusivo al figlio. L’uomo, oggi 45 anni, successivamente ha realizzato un ulteriore ampliamento di 45 metri quadrati e una comoda tettoia sul terrazzo di 27 metri quadrati. Tutto finito prima all’attenzione della procura di Torre Annunziata, poi davanti ai giudici della corte d’Appello di Napoli. A sei anni di distanza dai lavori abusivi-bis, alla fine, la casa è stata demolita. La famiglia cacciata via dall’abitazione è rimasta, adesso, senza un tetto. Verosimilmente sarà ospitata da parenti fino all’individuazione di una nuova soluzione. L’intervento in via Lamaria arriva a due mesi dallo sbarco delle ruspe in via Romagna e anticipa una serie di demolizioni già programmate dal Comune.

La raffica di ordinanze

Sono una decina, infatti, i provvedimenti partiti da palazzo La Salle – la sede «operativa» dell’ente di largo Plebiscito – per buttare giù le opere fuorilegge realizzate sia in centro sia in periferia: ampliamenti di appartamenti già esistenti, apertura di finestre e realizzazione di balconi, intere villette costruite senza permessi a due passi dal parco nazionale. E il numero è destinato a salire ulteriormente, perché ogni giorno si ingrossa il numero degli immobili iscritti nel registro esecuzioni sanzioni amministrative della procura generale presso la corte di Appello di Napoli e destinati a essere spazzati via dalle ruspe.