Tiziano Valle

L’ultima follia dei datterai. Distrutti 25 chilometri di costa

Tiziano Valle,  

L’ultima follia dei datterai. Distrutti 25 chilometri di costa

CASTELLAMMARE DI STABIA – Fino a 5 metri sotto il livello del mare la costa è devastata in modo irreversibile, dalla Colonia Ferrovieri di Castellammare di Stabia fino ad arrivare a Massa Lubrense, passando dall’area protetta di Punta Campanelle. Da 5 fino a 15 metri la distruzione è arrivata al 70 per cento. Sono i numeri choc di una relazione redatta da un gruppo di esperti e messa a disposizione della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, guidata dal comandante Ivan Savarese. Una relazione che prove alla mano certifica il disastro ambientale prodotto da chi, da decenni, si arma di martelli e scalpelli e distrugge gli scogli per estrarre i preziosi datteri di mare. Molluschi la cui pesca è vietata, ma che vengono venduti a un prezzo che può superare i 100 euro al chilo a singoli consumatori oppure a pescherie e ristoranti gestiti da complici. Un giro d’affari da 80mila euro al mese, secondo la stima degli uomini della guardia costiera, attorno al quale ruotano una quarantina di persone. Una vera e propria organizzazione criminale su cui da oltre due anni sta indagando un nucleo della Capitaneria di Porto di Castellammare, coordinati dai magistrati della Procura di Torre Annunziata. Il dossier Gli esperti incaricati dagli 007 si sono immersi nelle acque tra Castellammare e Massa Lubrense. Hanno scattato foto e fatto rilievi per documentare il disastro ambientale.

Uno scempio che ha messo a serio rischio la biodiversità in un tratto di costa che rischia la desertificazione e che addirittura, stando alle analisi, avrebbe avuto conseguenze persino sulle correnti, sulla flora e la fauna marina. La relazione è stata allegata agli atti dell’inchiesta e potrebbe appesantire un quadro accusatorio già corposo. Le accuse In questi anni i numerosi blitz messi a segno dalla guardia costiera hanno permesso di contestare una raffica di reati che vanno dalla pesca al commercio illegale di datteri di mare, fino ad arrivare all’abbordaggio di nave militare, passando per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Inoltre, gli uomini della Capitaneria di Porto sono al lavoro per dimostrare che l’organizzazione criminale è attiva anche per quanto riguarda la pesca vietata di vongole la foce del fiume Sarno, che – stando alle prime analisi svolte dagli esperti della Federico II – rappresenterebbero un vero e proprio attentato alla salute dei consumatori. In questo quadro dunque assumerebbe ancor più rilevanza l’accusa di disastro ambientale, soprattutto dopo l’inasprimento delle pene previsto dalla legge sugli ecoreati introdotta dall’ex governo Renzi nel 2016. I controlli Nonostante i blitz e le denunce, il business legato alla vendita illegale di datteri di mare va avanti. A dimostrarlo i controlli fatti dalla Capitaneria di Porto di Castellammare in una decina di ristoranti dell’area vesuviana. In particolare tra San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino sono stati scoperti ristoratori che offrivano proprio i preziosi mitili ai loro clienti. Piatti che nei locali vengono pagati anche 120 euro a persona, ma che possono costare molto più caro: perché i consumatori dei datteri vietati rischiano l’accusa di riciclaggio.