Giovanna Salvati

Parroci contro don Raffaele «La libertà di stampa è sacra»

Giovanna Salvati,  

Parroci contro don Raffaele «La libertà di stampa è sacra»

TORRE ANNUNZIATA – Don Raffaele Russo minaccia di invitare i torresi «a non comprare più Metropolis» perchè non ha gradito i titoloni sulle strane soste durante la processione del 22 ottobre, un atteggiamento peraltro sollevato dalla polizia durante il corteo, e a tuonare contro l’atteggiamento del rettore della Basilica della Madonna della Neve sono i parroci di Torre Annunziata. Non ci stanno e mentre le forze dell’ordine continuano ad effettuare “approfondimenti” su quelle continue soste durante la processione, ricostruendo tutte le tappe e tutti i profili dei portatori, oltre che dei devoti che hanno omaggiato l’effigie della Vergine bruna hanno deciso di alzare la voce e chiedere non solo chiarimenti ma anche avviare una seria riflessione su una processione che da troppi viene puntualmente chiacchierata anche per trovare una soluzione ed evitare sospetti e dubbi. «La libertà di stampa è sacra.

Tutto quello a cui stiamo assistendo in queste ore non fa assolutamente bene a nessuno, alla città, ai suoi cittadini, alla Chiesa e alla stampa – dice don Ciro Cozzolino – mi auguro che si possa arrivare presto a un sereno confronto per il bene di tutti». Poi aggiunge «Aldilà delle intenzioni viviamo in una città dove bisogna fare estremamente attenzione ai gesti non solo alle parole. Sono sicuro che le persone coinvolte con calma e riflessione sapranno riconoscere le loro stonature e ritrovare l’armonia che è necessaria per vincere la lotta contro la camorra e la corruzione. Siamo tutti dalla stessa parte e dobbiamo stare tutti dalla stessa parte: contro la camorra, a favore della legalità». Don Ciro Cozzolino, sacerdote della chiesa della Trinità e presidente dell’associazione Libera contro le mafie, è uno dei pochi parroci che durante la cerimonia religiosa ha notato comportamenti strani e ha subito pubblicato un post sulla sua pagina Facebook «Maria scusaci se “rallentiamo” il passo nel nostro cammino» chiaro riferimento alle continue soste durante la processione.

«Ci si può e ci deve confrontare sempre – spiega invece il parroco della chiesa Immacolata don Pasquale Paduano – voglio credere che la reazione di don Raffaele sia stata troppo veloce e frutto di stanchezza, credo che però al netto di tutto la libertà di stampa non debba mai essere violata».

Più dura la posizione invece di don Antonio Carbone, il sacerdote che da anni guida l’oratorio salesiano e da sempre parroco anticamorra, oltre che componente dell’Osservatorio legalità «Leggere quella reazione mi ha lasciato perplesso – dice – ma spero che si sia trattato davvero di uno sfogo dopo una giornata fatta di tensione, complessa e stancante. Da una parte però è arrivato il momento di farsi un duro esame di coscienza: nulla contro l’espressione della propria fede, ma basta atteggiamenti e gesti che sfociano nel folklore. Bisogna ammettere che questa processione merita dei correttivi, merita sopratutto che noi, uomini di chiesa ribadiamo a gran voce e con toni più alti che siamo distanti dalla camorra, un taglio netto, definitivo, non ci possiamo permettere ambiguità sopratutto in una città proprio come Torre Annunziata». E infine aggiunge «diciamoci la verità: sappiamo tutti che molti dei pescatori sono pregiudicati ma sappiamo anche che c’è chi ha fede e vuole rispettare tradizione e storia, e allora c’è bisogno di non confondere le due cose e avviare un serio incontro, una programmazione per una organizzazione sana, ordinata e sopratutto che non si esponga a rischi e infiltrazione».

Osservatorio della legalità«Il parroco chiarisca subito»

Mercoledì pomeriggio un incontro per discutere sul caso “soste strane” durante la processione della Festa della Madonna della Neve. Lo ha deciso il presidente dell’Osservatorio della Legalità, Giovanni Taranto, in accordo con gli altri componenti della consulta cittadina, tra i quali proprio due sacerdoti. Sciogliere ogni dubbio, chiarire ogni perplessità e sopratutto cercare di capire cosa sia accaduto durante quella processione, per l’Osservatorio come per le forze dell’ordine rappresenta ora una priorità assoluta. Perchè c’è troppa tensione. Il caso verrà affrontato mercoledì pomeriggio, come la maggior parte di tutti gli eventi che accadono in città da tempo ormai. Dalle bombe carta alle stese contro le attività commerciali, ma anche di iniziative di legalità e campagne di sensibilizzazione. Ma intanto ad intervenire sulle dichiarazioni del parroco don Raffaele Russo è lo stesso presidente Giovanni Taranto che spiega: «Credo fermamente che i giornalisti debbano essere, ora e sempre, i cani da guardia della democrazia- spiega – vigilando su tutto, osservando, informando e non tacendo mai. In questo caso mi sembra più che doveroso che la stampa si occupi e si preoccupi di seguire una simile vicenda nel modo più approfondito e dettagliato possibile, il che non deve far pensare ad accanimenti o pregiudizi». Il presidente dell’Osservatorio Giovanni Taranto entra poi nel merito della frase pronunciata da don Raffaele «Da oggi dirò di non comprare più Metropolis» e «veti, bavagli e censure sono inammissibili: una stampa libera, che agisca secondo i canoni della correttezza e della deontologia professionale, è garante di legalità». Insomma un caso che almeno fino ai prossimi giorni resterà ancora sotto i riflettori.