Pompei, veleni e ombre sugli appalti. «Una vicenda inquietante»

Salvatore Piro,  

Pompei, veleni e ombre sugli appalti. «Una vicenda inquietante»

POMPEI – «Il documento riservato sugli appalti, spedito da sette consiglieri di maggioranza al sindaco, è inopportuno e grave. Anzi. E’ una nota persino inquietante». Esce allo scoperto l’opposizione a Pompei. Lo fa tuonando, in maniera compatta, quattro giorni dopo l’ultima bufera abbattutasi su Palazzo De Fusco. Ovvero quella relativa alla presunte ombre sulle nomine delle commissioni per gli appalti. Sospetti allungati dalla stessa maggioranza con una nota spedita al sindaco Pietro Amitrano. Lo scontro stavolta verte sulla “legittimità” di nomine interne alle commissioni di gara per tutti i bandi di concorso indetti dal Comune. A sollevare il polverone, lunedì scorso, erano stati i consiglieri di maggioranza Luigi Lo Sapio, Stefano De Martino, Pasquale Caravetta, Giuseppe La Marca, Vincenzo Mazzetti, Vincenzo Vitiello e il presidente del consiglio comunale, Franco Gallo. «Chiediamo che le commissioni siano composte da personale esterno al Comune di Pompei» avevano scritto i presunti dissidenti nella loro nota riservata al  sindaco.  A sollevare i dubbi dei sette consiglieri è la chiacchierata nomina dei membri della commissione chiamata a valutare le offerte per un maxi-appalto da circa un milione di euro: la gara affiderà per i prossimi tre anni il “servizio di refezione per le scuole dell’infanzia del territorio del Comune di Pompei”. A scoperchiare il caso lo scorso 11 settembre, vale a dire il giorno successivo alla nomina dei membri della commissione, era stata un prima nota del segretario generale del Comune di Pompei, Monica Siani. «Esclusa» a suo giudizio «in favore di una terna di commissari composta da un dipendente dell’Ente (Giuseppe Tucci, ndr) che non è in possesso della professionalità e dell’esperienza necessari». «Anche questa composizione» aveva denunciato il segretario generale con una seconda nota riservata del 16 settembre «desta dubbi di legittimità». I sette consiglieri “dissidenti”, a loro volta, hanno preso le distanze dal segretario generale.

«Il segretario» hanno infatti aggiunto nell’ultimo documento della discordia «è il responsabile della prevenzione della corruzione. Non possono nutrirsi dubbi sull’esistenza di un conflitto, anche solo potenziale, tra la sua funzione e quella di membro della commissione di gara». «Esprimiamo la nostra solidarietà al segretario generale del Comune di Pompei» commenta adesso compatta l’opposizione di governo composta dai quattro consiglieri comunali Alfonso Conforti, Andreina Esposito, Amato La Mura e Alberto Robetti. Il duro affondo è affidato al primo, Alfonso Conforti, che però tuona per tutti: «Se l’obiettivo della maggioranza era quello di colpire un segretario generale per così dire scomodo, allora esprimiamo vicinanza alla dottoressa Siani. Qualora lo scopo dei presunti dissidenti fosse diverso» prosegue il consigliere Conforti «allora tutti escano allo scoperto e facciano chiarezza. Tra l’altro, presso il Comune di Pompei, è stato istituito un Osservatorio per la Legalità. Vogliamo che la trasparenza degli atti comunali e degli appalti rappresenti un baluardo per i cittadini». Duro pure il commento del responsabile della Lega di Pompei, Giuseppe Benessere: «La maggioranza e il sindaco facciano chiarezza, perchè a breve partiranno altre fondamentali gare di appalto. Penso al prossimo bando che esternalizzerà il servizio di riscossione dei tributi. I pompeiani pretendono e meritano trasparenza».