Scafati, i politici salvano la poltrona. Stop alle cause contro il Comune

Redazione,  

Scafati, i politici salvano la poltrona. Stop alle cause contro il Comune

SCAFATI – «I Consiglieri comunali hanno rimosso i profili di incompatibilità contestati loro dalla segretaria comunale, pertanto il prossimo consiglio comunale previsto per il 6 novembre non avrà nessuna discussione sul tema». Così Mario Santocchio, Presidente del Consiglio Comunale. Sulla stessa scia dei quattro consiglieri (il quinto, Marco Cucurachi, si è dimesso pochi giorni fa) avrebbero azzerato le proprie posizioni tributarie o legali, anche i due assessori finiti nell’occhio del ciclone che ha travolto l’amministrazione guidata da Cristoforo Salvati, a poco più di quattro mesi dalla proclamazione. L’aver rimosso le pendenze di natura tributaria o le liti pendenti con l’Ente evita ai consiglieri comunali l’avvio dell’iter per la decadenza, ma loro malgrado restano in piedi le autocertificazioni prodotte in seno alla loro elezione in cui hanno attestato l’assenza di cause ostative alla loro proclamazione.

Dichiarazioni mendaci, o quanto meno contraddittorie con quanto accaduto in queste settimane, e del resto, lo conferma anche l’aver azzerato ogni pendenza emersa dopo la loro proclamazione. Gli atti sono stati trasmessi dalla segretaria comunale Giovanna Imparato alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, che ha aperto un fascicolo di indagine per verificare l’esistenza di eventuali capi di imputazione, tra cui il falso ideologico, l’omissione di atti d’ufficio e l’abuso d’ufficio.

Toccherà agli interessati, eventualmente, fornire al pm le proprie motivazioni, evitando di finire a giudizio. Ancora più complicata sarebbe però la posizione degli assessori, due finora accertati, in quanto l’articolo 37 del Tuel prevede per la carica di Assessore l’estensione delle ipotesi di incompatibilità previste per la carica di Consigliere Comunale che devono essere rimosse, per non incorrere nella decadenza dalla carica, entro 10 giorni dalla nomina, a meno che queste cause non siano subentrate dopo. La Geset ha trasmesso a fine settembre una lista con le posizioni tributarie di quasi tutti gli amministratori comunali, mancano ad oggi le verifiche su alcuni consiglieri di minoranza. Allo stesso modo anche l’ufficio Contenzioso ha verificato eventuali liti pendenti tra l’Ente e i neo amministratori. Di questi, dai riscontri avviati dalla segretaria comunale, sono emersi cinque profili di incompatibilità relativi ai consiglieri e due ad assessori. L’incompatibilità subentra soltanto quando il debito è certo, liquido ed esigibile.

A completare il quadro anche una serie di esposti alla Procura di Pasquale Aliberti. L’ex sindaco oltre a indicare alcuni nomi di consiglieri e assessori, tira in ballo anche il sindaco Salvati, il Presidente dell’Assise Santocchio e la segretaria Imparato, perché, nonostante fossero stati debitamente informati, non avrebbero posto in essere i dovuti accorgimenti, come la convocazione del Consiglio Comunale o la revoca degli assessori. «Ai consiglieri comunali e agli assessori è stato dato modo di sanare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune attraverso il pagamento dei debiti pregressi e per i quali gli stessi avevano certificato l’inesistenza in sede di proclamazione e nomina» denuncia Aliberti. «Noi applichiamo la legge senza fare sconti o persecuzioni a nessuno, rappresentiamo l’autorità amministrativa e ci muoviamo in questo ambito – replica Santocchio, che rilancia – era l’ex sindaco, mi permetto di ricordare, a dare incarichi illegittimi, come la nomina di Mario Ametrano a capo della Scafati Sviluppo o di Andrea Granata alla Scafati Solidale, entrambe revocate e sanzionate dall’Anac». Intanto tra le fila della maggioranza c’è tensione, tra chi lamenta il forte clima da “inquisizione” e chi pensa seriamente alla dimissioni.