Abusi edilizi, a Torre del Greco arriva lo sblocca-condoni per provare a «salvare» undicimila case

Alberto Dortucci,  

Abusi edilizi, a Torre del Greco arriva lo sblocca-condoni per provare a «salvare» undicimila case

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Torre del Greco. Una semplice auto-certificazione per provare a salvare le case realizzate senza alcuna autorizzazione edilizia. è il jolly giocato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba per scacciare l’incubo-abbattimenti all’ombra del Vesuvio: l’esecutivo di palazzo Baronale ha raccolto, infatti, l’assist della Regione Campania – sotto forma di modifica a una legge del 2004, decisa lo scorso 7 agosto – e avviato le procedure per sbloccare la bellezza di 11.458 istanze di condono relative al 1985 e al 1994. Tagliate fuori, invece, le 640 domande legate alla sanatoria del 2003.

Il vincolo-Vesuvio

Il dibattito politico sull’emergenza abitativa all’interno della zona rossa a rischio vulcanico era stato riaperto da due sentenze – la prima del Tar Campania del giugno 2019 e la seconda del Consiglio di Stato del luglio 2019 – in grado di scatenare il terrore a Torre del Greco, la città con il numero maggiore di abusi edilizi della provincia di Napoli. Perché i magistrati di Napoli e Roma sembravano avere messo una pietra tombale sulla possibilità di rilasciare qualsiasi tipo di sanatoria, sulla scorta della necessità di tutelare la pubblica e privata incolumità in caso di eruzione del Vesuvio. In pratica, tutti gli abusi edilizi realizzati all’interno della zona rossa – la linea dura di Tar Campania e Consiglio di Stato – dovevano essere demoliti, senza possibilità di condono. Un’interpretazione particolarmente «restrittiva» di una precedente legge regionale, corretta in corsa dal governatore Enzo De Luca e dalla sua maggioranza. E proprio le modifiche della scorsa estate sono state colte al volo dalla carovana del buongoverno per provare a sbloccare i condoni in attesa di un «visto» da circa 30 anni.

La strategia del Comune

Archiviate le proposte di una fetta di maggioranza di presentare una «mozione politica» in grado di sollevare la questione del dramma-condoni, il sindaco Giovanni Palomba si è affidato al dirigente del settore urbanistica Generoso Serpico per trovare una soluzione in grado  di uniformare l’azione del Comune alla nuova norma approvata in Regione e definire le istanza pendenti presso l’ente di palazzo Baronale. Con una sola «pregiudiziale» relativa all’ultimazione degli abusi edilizi. Secondo l’interpretazione dell’ingegnere arrivato a Torre del Greco a gennaio del 2019 – avvalorata dai legali dell’ente di largo Plebiscito e ora dalla giunta comunale – il divieto di rilascio di titoli in sanatoria per nuove abitazioni si applicherebbe solo al terzo condono. Per i primi due condoni – ex legge 47 del 1985 e legge 724 del 1994 – sarebbe, invece, possibile rilasciare le sanatorie. Musica per le orecchie degli abusivisti della città del corallo, perché il 95% delle pratiche pendenti in municipio si riferisce proprio ai primi due condoni.

Le linee di indirizzo

La scorsa settimana, dunque, la giunta guidata da Giovanni Palomba ha dato mandato al settore urbanistica di predisporre un modello di auto-certificazione per gli aventi titolo all’istruttoria preordinata alla definizione delle istanze di condono del 1985 e del 1994. In pratica, i cittadini dovranno dichiarare – sotto la propria responsabilità giuridica – di non avere eseguito ulteriori interventi fuorilegge rispetto alla documentazione già presentata all’epoca e di avere regolarmente pagato l’oblazione dovuta per il rilascio della sanatoria. Ovviamente, tutte le auto-certificazioni saranno sottoposte a controlli a campione con relativi sopralluoghi per accertare la verità dei fatti. In caso di false dichiarazioni, la domanda di condono sarà rigettata e il richiedente denunciato all’autorità giudiziaria. Insomma, la strada scelta dall’amministrazione comunale non necessariamente accorcerà i tempi per il rilascio delle sanatorie.

La parola alla soprintendenza

Anche perché l’istruttoria non si completerà in Municipio. Le pratiche corredate di auto-certificazione saranno, infatti, successivamente trasmesse alla soprintendenza per il parere finale. Decisivo ai fini del rilascio del condono. Considerato – come a partire dal 2014 – la soprintendenza abbia rilasciato solo 38 pareri, la strada sblocca-condoni sembra ancora lunga.

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