Sfratto ai nonnini di Casa Borrelli. Il Comune dovrà pagare 50mila euro

Salvatore Piro,  

Sfratto ai nonnini di Casa Borrelli. Il Comune dovrà pagare 50mila euro

POMPEI – Lo sgombero di Casa Borrelli costerà 50mila euro, salvo parziale rivalsa, al Comune di Pompei. E’ questa la somma complessiva stanziata con l’ultima determina sul caso – a firma del dirigente del Settore Servizi Sociali del Comune Raimondo Sorrentino – in favore delle tre case di riposo che dallo scorso 25 settembre, giorno del contestato sgombero forzoso dello storico ospizio cittadino, ospitano 17 nonnini sui 29 “sfrattati” dalle stanze in Via Lepanto. A godere dell’impegno di spesa da far valere sul “Fondo Unico” dell’Ambito Sociale numero 32 sarà soprattutto la residenza per anziani “Punta Paradiso” in via Roma. La struttura, gestita dalla società Roman’s s.r.l., ospita attualmente nove anziani con residenza nella città di Pompei; oppure, in alternativa, aventi il requisito della residenza cosiddetta storica. Vale a dire ottenuta dopo 10 anni di ricovero a Casa Borrelli prima del contestato sgombero.

I fondi stanziati dal Comune (circa 47mila quelli in favore di “Punta Paradiso”, ndr) serviranno in parte a integrare, fino al prossimo 31 dicembre, il pagamento della differenza della maggiore retta mensile di ricovero per i 9 anziani di Pompei. Gli altri 8, invece, dovranno probabilmente chiedere aiuto ai loro familiari o alle diverse amministrazioni comunali competenti qualora non riuscissero a pagare le spese grazie a una minima pensione. Con l’ultimo impegno di spesa, il Comune di Pompei ha mantenuto il patto stretto con i comitati cittadini,fin dall’inizio contrari allo sgombero di Casa Borrelli, gli ex dipendenti dello storico ospizio e soprattutto i familiari preoccupati degli anziani “sfrattati” il 25 settembre scorso dall’ospizio in Via Lepanto.Il sindaco Pietro Amitrano aveva infatti assicurato la compartecipazione del Comune mariano al pagamento della maggiore retta di ricovero da dover sostenere in altre case di ricovero. Il tutto però solo in favore dei nonnini residenti a Pompei e fino al 31 dicembre del 2019. Tra gli ex dipendenti dell’ospizio sgomberato resta tuttavia la paura per le sorti degli anziani “lasciati soli e inoltre poveri”. Timori rimarcati tre giorni fa, nel corso di un drammatico sit-in di protesta organizzato da 6 ex lavoratrici dell’ospizio a un mese esatto dall’avvenuto sgombero di Casa Borrelli.

Il sit-in che ha voluto commemorare il “trigesimo del blitz attuato con la forza” e con l’ausilio di carabinieri, polizia, vigili del fuoco. Le ex dipendenti, in totale 12 licenziate in tronco a seguito della gestione fallimentare dell’ospizio operata da “Aspide” (la società controllata al 100% dal Comune di Pompei e che negli anni ha accumulato debiti per circa 1 milione e 200mila euro, ndr), hanno affisso tre giorni fa fuori a Casa Borrelli un simbolico manifesto funebre: “In occasione del trigesimo dello sgombero, mille parole non bastano nè a cancellare nè a descrivere il vuoto e il dolore che tale scempio ha lasciato in quanti l’hanno amata e difesa. Nel ricordo perenne delle azioni cruente a danno dei cari nonnini” recita il manifesto apposto di fianco al cancello ormai serrato dell’ospizio. Le ex lavoratrici di Casa Borrelli continuano però a sperare.