Giovanna Salvati

Comune, rimborsi sospetti. La finanza accende i fari su consiglieri e assessori

Giovanna Salvati,  

Comune, rimborsi sospetti. La finanza accende i fari su consiglieri e assessori

TORRE ANNUNZIATA –  Tutti i conti sui 24 consiglieri comunali, sui sei componenti della giunta e su tutte le spese che il Comune di Torre Annunziata sostiene per mantenere la casta. Sono i conti finiti nel mirino della guardia di finanza di Torre Annunziata. Per ora, un filone investigativo nella sua fase embrionale, ma che ha già fatto saltare dalla sedia gli amministratori di Palazzo Criscuolo. Da giorni, infatti, nei corridoi del municipio, non si fa altro che parlare dell’accertamento delle fiamme gialle che nelle settimane scorse sono piombate nella sede di via Provinciale Schito. L’acquisizione degli atti è bastata per alimentare il chiacchiericcio e sollevare decine di interrogativi. Sulla scrivania del dirigente dell’ufficio ragioneria, il dottore Nunzio Ariano è spuntata una richiesta che scotta. Sedici righe. Poche, ma quanto basta per far tremare i consiglieri comunali e in particolare tutti gli amministratori. Perchè c’è chi ha acceso i fari sui consiglieri comunali e sugli assessori, a partire dal sindaco Vincenzo Ascione. Ci sono dei sospetti, che nelle prossime ore potrebbero essere alimentati o semplicemente smontati. L’unica certezza, ora, è che c’è la guardia di finanza che sta ficcando il naso nei conti del Comune, quanto basta per far storcere il naso ai politici. Fari sui rimborsi economici e su tutte le spese previdenziali e assicurative che l’ente di Palazzo Criscuolo è obbligato, ogni mese, a pagare. Spese che rientrano anche nelle voci di bilancio, somme pertanto obbligatorie ma che hanno incuriosito in particolare i finanzieri della compagnia di Torre Annunziata. Sono loro che in queste ore stanno spulciando, atto per atto, foglio per foglio, tutti i conti dell’ente che riguardano le cariche degli amministratori pubblici. I riflettori si sono accesi nei primi giorni si ottobre.

La Finanza piomba al Comune.

Un ufficiale bussa alla porta dell’ufficio ragioneria al primo piano dell’edificio municipale in una giornata di pieno lavoro. I comunali sono indaffarati ma davanti alla divisa le lancette dell’orologio si fermano. Il militare presenta un documento e scatta la tensione. E’ una richiesta. Chiara. Senza troppi giri di parole gli uomini agli ordini del colonnello Agostino Tortora hanno bisogno di atti. Concedono poche ore agli uffici comunali per riprodurne copie, poi li acquisiscono. Entrano nel Comune a mani vuote, ma ne escono con una carrellata di carte. La richiesta nasce nell’ambito di un’inchiesta «economico-finanziaria». Da cosa sia scaturita per ora resta ancora top secret e anche le bocche degli investigatori restano chiuse. Nessuno si sbilancia in Comune ma la risposta irritata dei comunali sintetizza il clima «noi qui non abbiamo nulla da nascondere». Nel mirino, quindi, nessuno in particolare. Al contrario ci sono tutti: consiglieri e assessori. I finanzieri hanno chiesto di  conoscere tutti gli atti relativi ai pagamenti elargiti dagli uffici preposti. Tutte le somme finite nelle tasche degli amministratori. Occhi puntati in particolare sui «conti assistenziali, previdenziali ed assicurativi». E ancora: nel mirino anche tutte le somme che sono state «rimborsate dall’ente locale». Ma non solo. Tra gli atti acquisiti dagli uomini della compagnia – coordinati dal capitano Giuliano Ciotta – anche un approfondimento «sulle somme che a loro volta gli amministratori avrebbero versato come emolumenti autonomamente».

Un fascicolo zeppo, come quelli che da qualche tempo escono dal palazzo comunale di via Provinciale Schiti per finire sulle scrivanie degli inquirenti e della stessa Procura di Torre Annunziata. Nella lista ci sono anche tutti gli impegni di spesa e infine le attestazioni di sospensione dell’attività lavorativa «ai fini dello svolgimento dell’incarico presso il Comune». A chiudere gli atti, ora nelle mani degli investigatori, anche tutte «le attestazioni di sospensione dell’attività lavorativa ai fini dello svolgimento dell’incarico presso il Comune». A chiudere la richiesta anche una certa «urgenza». E così in poco tempo quel faldone è stato consegnato ai finanzieri che ora stanno spulciano documento per documento in cerca di qualcosa. O forse solo conferme su qualcuno.