Il dramma di Mario, i ricordi in vendita. «Non torneremo più a Casa Borrelli»

Salvatore Piro,  

Il dramma di Mario, i ricordi in vendita. «Non torneremo più a Casa Borrelli»

POMPEI – «Mi hanno sfrattato da Casa Borrelli come fossi un delinquente. Svegliato all’alba e buttato giù dal letto. Ci ho messo tempo per riprendermi dallo choc. Ma non potrò mai dimenticare l’angoscia dello sgombero». Mario Chiaravallo, nonnino di 79 anni, mentre parla ha una lacrima che gli riga il viso. Una sola goccia che scorre lenta ma continua lungo una guancia rugosa. Segnata dal tempo, dalla fatica e dai ricordi. Adesso anche dalla paura. A Pompei quasi tutti conoscono Mario. «E’ proprio lui,  la sciantosa», sussurrano i passanti che attraversano Piazza Bartolo Longo. Dove Mario Chiaravallo, un passato da famoso chansonnier e cultore della tradizione artistica napoletana, ogni giorno, dalle otto del mattino fino alle cinque del pomeriggio, monta la sua “bancarella” dei ricordi. Il nonnino, sgomberato il mese scorso assieme ad altri 28 vecchietti dallo storico ospizio in Via Lepanto, di fronte al Santuario di Pompei vende quasi tutto. Libri sacri, candeline, posacenere, braccialetti. Oggetti che saltano fuori dalla valigia riempita in parte coi ricordi di una vita. «Vendo quel che posso ai turisti e ai pompeiani» racconta Mario, il vecchio chansonnier che conobbe il successo anche in tv come ospite a La Corrida di Corrado. «In questo modo posso forse farmi passare qualche sfizio. Sono solo. E la pensione non mi basta per vivere».

A complicare la già precaria condizione economica di Mario, aiutato unicamente da una sorella, ci ha pensato poi lo sgombero coatto di Casa Borrelli. Un’azione di forza, attuata il 25 settembre con l’aiuto dei carabinieri e della polizia e imposta da un’ordinanza sindacale per motivi di sicurezza. Il tutto, indirettamente, ha concesso il via libera al contestatissimo progetto Eav da 69 milioni di euro. I lavori, che per eliminare quattro passaggi a livello ridisegneranno totalmente la zona a nord di Pompei a partire dal Santuario fino a Casa Borrelli, inizieranno il 15 dicembre. Il cantiere Eav partirà proprio da Casa Borrelli. La cappella dell’ospizio verrà abbattuta e in seguito ricostruita sul lato opposto della storica casa di riposo, devoluta con testamento pubblico ai poveri di Pompei dalla nobile Concetta D’Arienzo. Era il 1928. «Vivevo a Casa Borrelli, certo. La retta lì era buona. Pagavo mille euro al mese», aggiunge oggi Mario.

La lenta lacrima che prima gli rigava il viso è ormai scomparsa. Ma ora il vecchio chansonnier, mentre parla, trema. «Dopo lo sgombero il Comune mi ha sistemato presso un’altra casa di riposo (la residenza per anziani Punta Paradiso in Via Roma, ndr) ma qui la retta è più alta. Devo pagare 1500 euro al mese. Mi trattano bene. Ho anche un permesso speciale per uscire e vendere i miei oggetti nella piazza. Guadagno pochi spiccioli. Li metto accanto alla pensione perché devo adeguarmi. Il Comune ci ha promesso che, una volta chiusi i lavori, potremmo tornare nella nostra vera casa. Ma io non ci credo. Non torneremo mai più a Casa Borrelli». L’amministrazione comunale ha nel frattempo assicurato la compartecipazione al pagamento della maggiore retta di ricovero in favore di Mario Chiaravallo  e di altri 8 nonnini residenti a Pompei. I nove anziani sono attualmente ospiti della casa di riposo “Punta Paradiso”. Il Comune garantirà i sussidi fino al prossimo 31 dicembre. Mario e gli altri, dopo, dovranno arrangiarsi. E sperare.