Giovanna Salvati

Torre, il deserto del commercio. «Ma il sindaco resta immobile»

Giovanna Salvati,  

Torre, il deserto del commercio. «Ma il sindaco resta immobile»

TORRE ANNUNZIATA – Sindaco immobile, giunta distratta e intanto la città resta paralizzata. E’ questa la sintesi del manifestino che da giorni è affisso per la strade di Torre Annunziata. Porta la firma dell’associazione che tutela i commercianti, la Confcommercio. Un grido d’allarme di una categoria che continua ad essere bersagliata. Dalla criminalità che piazza bombe, incendia serrande e spara piombo. Ma anche da un’amministrazione che sembra non preoccuparsi di attività commerciali che abbassano la saracinesca per sempre. Certo, a conti fatti, per un negozio che chiude, magari c’è uno che apre. Ma cambiando totalmente zona e soprattutto attività, e così alcune aree di Torre Annunziata continuano ad essere simili a un cimitero di serrande abbassate. Nel centro storico, alcune attività sono chiuse da tempo, dagli anni della faida e della grande fuga. C’è anche chi aveva provato a metter su una piccola bottega grazie ai contributi della Zona Franca Urbana senza riuscirci. Si contano, infatti, appena dieci attività che sono riuscite ad aprire. Di queste però tre già hanno alzato bandiera bianca.

Da via Vittorio Emanuele a via Tagliamonte non è raro trovare avvisi di “cedesi attività”. Eppure i dati parlano di almeno 7 imprese chiuse in un anno e 9 aperte. «Oggi, a due anni dall’insediamento della giunta Ascione, si continua a registrare una situazione di assoluto immobilismo in una città mortificata dall’incuria, dall’inefficienza e dall’incompetenza dei propri amministratori». Inizia così l’appello disperato di chi si sente dimenticato, abbandonato. Una categoria al collasso e che chiede aiuto.   «Inefficienza e incompetenza dei propri amministratori – continuano con toni esasperati – che con il loro atteggiamento a dir poco irritante, stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle attività commerciali e la pazienza dei cittadini costretti ad assistere rassegnati all’inarrestabile declino della città. L’assenza di qualsiasi programmazione e di politiche attive per il settore ha determinato il cupo contesto in cui i commercianti sono chiamati ad operare. Questa Amministrazione Comunale ha rimosso (se mai l’avesse avuto) dalla sua agenda il tema del commercio cittadino». Eppure dai corridoi di Palazzo Criscuolo c’è chi tuona: «non è vero, al netto delle polemiche, i dati parlano di chiusure di negozi ma anche di molti che aprono e quindi non c’è un saldo negativo». In aumento in città infatti le attività di ristorazione e bar, mentre chiudono i negozi di casalinghi e quelli alimentari. «Colpa delle grandi filiere», dicono i piccoli imprenditori.

Un dato che arriva dall’ufficio Suap ma per Confcommercio non è così. «Abbiamo rappresentato negli anni, a Torre Annunziata, il principale argine alla disoccupazione, al degrado ed alla desertificazione della città. Rappresentiamo oggi il declino dell’apparato industriale e al netto della pubblica amministrazione, senza temere smentite, quel che resta dell’economia cittadina nonostante le gravissime difficoltà che stiamo vivendo. Potremmo contribuire per il futuro, insieme alle imprese turistiche e dei servizi, a creare la principale fonte di ricchezza e di lavoro, ad essere un patrimonio che forse andrebbe salvaguardato e tutelato nell’interesse di tutti. Dichiariamo lo stato di agitazione della categoria del Commercio e del Turismo e dei Servizi e ci riserviamo di organizzare tutte le iniziative utili a scuotere questa Amministrazione dalla sua colpevole apatia ed indifferenza verso il futuro delle imprese, dei lavoratori e della città».