Tiziano Valle

Droga, è allarme sociale 2.900 persone nel tunnel

Tiziano Valle,  

Droga, è allarme sociale 2.900 persone nel tunnel

Duemilanovecento stabiesi segnalati in Prefettura come consumatori di sostanze stupefacenti. Circa il 5 per cento della cittadinanza, numeri pesanti se si considera che si tratta solo di quelli sottoposti a controllo e trovati con piccole quantità di droga addosso. Ipotizzare che si tratti del 10-15 per cento di quello che potrebbe essere il dato reale, non sarebbe così campato in aria. Un fenomeno diffuso, preoccupante, perché a Castellammare ancora oggi resistono piazze di spaccio storiche e ci si avvicina sempre più da giovanissimi alle droghe leggere, rischiando di essere risucchiati in un tunnel senza via d’uscita.

I dati

I numeri parlano chiaro: 2.900 stabiesi sono finiti nel registro della Prefettura, che raccoglie i nomi degli assuntori di sostanze stupefacenti. E il 2018, in tal senso, è stato uno degli anni più terribili. Perché oltre a far riscontrare un numero enorme di consumatori di droga, – secondo fonti investigative – ha visto anche un incremento di minorenni trovati in possesso di sostanze stupefacenti. Il lavoro delle forze dell’ordine è incessante, ma non basta a limitare il fenomeno. Carabinieri, polizia e finanza organizzano quasi quotidianamente posti di blocco in punti diversi della città. Al di là dei servizi mirati – che spesso vedono un dispiegamento più importante e quindi permettono di avere anche riscontri numerici rilevanti – quasi ogni giorno vengono fermate una decina di persone in possesso di poche dosi di marijuana o cocaina. Quando si tratta di uso personale, il consumatore viene segnalato in Prefettura e può essere sottoposto a sanzioni amministrative come la sospensione della patente, della licenza del porto d’armi o il divieto di conseguirlo, o ancora la sospensione del passaporto.

Lo scenario

Al di là delle sanzioni, però, l’aumento del numero di consumatori di sostanze stupefacenti fa scattare l’allarme sociale. Per due ordini di motivi. Il primo consiste nel rischio concreto che cominciando da droghe cosiddette leggere si possa passare a far uso di sostanze stupefacenti che hanno effetti devastanti sulla salute. E conducono alla morte. Senza dimenticare il rischio di un’alterazione psicofisica che talvolta spinge chi si droga a commettere anche reati, per garantirsi le dosi. Il secondo motivo riguarda ovviamente l’interesse delle organizzazioni criminali. La camorra da sempre alimenta il proprio business attraverso il traffico di sostanze stupefacenti. Soldi che poi vengono riciclati inquinando anche l’economia reale. A Castellammare, da decenni, le piazze di spaccio sono sempre le stesse: Moscarella, Savorito, Cicerone, Santa Caterina, Capo Rivo. Una rete di pusher e vedette che conta più “assunti” di Fincantieri, per utilizzare come metro di paragone la più grande industria stabiese. Ma nonostante il lavoro delle forze dell’ordine e gli arresti, il fenomeno non si è mai riuscito a debellarlo. Anzi, le recenti indagini confermano che i punti vendita delle sostanze stupefacenti sono aumentati e sono arrivati anche in centro. Basta pensare agli arresti messi a segno in via Surripa, che hanno evidenziato come lo spaccio avveniva anche in villa comunale, all’esterno di bar e locali frequentati dai giovani. O nella zona del rione mercato, recentemente passato al setaccio dalla polizia, proprio nel corso di un’attività finalizzata al contrasto delle sostanze stupefacenti.