Scafati, nuove deleghe in Consiglio. L’affare Pip va alla Lega

Adriano Falanga,  

Scafati, nuove deleghe in Consiglio. L’affare Pip va alla Lega

SCAFATI –  Sarà la Lega a seguire la delicata delega ai Piani di Insediamento Produttivi (Pip) di via Sant’Antonio Abate. Una materia spinosa, complicata, che affonda le sue origini negli anni e oggi pesa per circa 22 milioni di euro sulle casse comunali. Una somma frutto degli espropri mai pagati e delle caparre versate dagli investitori, mai restituite. La decisione di Cristoforo Salvati segue la diretta richiesta del partito di Matteo Salvini, con il quale amministra la città di Scafati. La delega è stata assegnata con apposito decreto sindacale al consigliere comunale Giovanni Bottone. Il leghista però non è solo, alla sua collega di banco e partito Serena Porpora va la delega alle Politiche Animalistiche, e anche questa è stata una diretta richiesta dell’interessata, da anni attiva nel volontariato animalista.

Nella stessa giornata di martedì il primo cittadino ha sottoscritto decreto di nomina anche per Nunzia Di Lallo, sua fedelissima consigliera di Fratelli D’Italia, presidente delle commissioni Bilancio e Lavori Pubblici. Alla commercialista vanno le deleghe in Politiche del lavoro e occupazionali. In tutto sono nove i consiglieri comunali delegati da Salvati, in precedenza erano stati investiti di deleghe anche Daniela Ugliano (Ambiente), Arcangelo Sicignano (Pubblica Illuminazione), Camillo Auricchio (Piano Parcheggi), Luca Maranca (Valorizzazione del centro storico), Anna Conte (Pari Opportunità) e Paolo Attianese (valorizzazione Contrada Bagni). Unica lista della coalizione di maggioranza a non aver ancora ricevuto una delega è la civica Insieme Possiamo. Nelle intenzioni del sindaco vi è la delega ai Tributi ad Ida Brancaccio, ma l’interessata sembra essere più interessata a rilevare le “periferie”. Nei prossimi giorni scioglierà la riserva. Intanto martedì sera si è tenuta una riunione di maggioranza fiume. I consiglieri non si riunivano da giorni, e l’occasione è stata colta per ritornare sul consiglio comunale del 10 ottobre, e il dissenso mostrato da Lega e Salvati Sindaco sull’affidamento della gestione coattiva dei tributi alla Ex Equitalia. Onde evitare scivoloni sul filo della crisi politica, la squadra di maggioranza ha deciso di cambiare metodologia di lavoro, preparando meglio i consigli comunali futuri, e non ricadere nella bolgia istituzionale come accaduto l’altra volta. Cambiano anche gli equilibri in maggioranza, dopo il patto di collaborazione tra Lega e Salvati Sindaco, si consolida l’asse tra le prime due civiche più votate: Identità Scafatese e Insieme Possiamo. Daniela Ugliano, Antonella Vaccaro, Pasquale Vitiello e Ida Brancaccio nei giorni scorsi avevano chiesto ed ottenuto un incontro con il primo cittadino per avere chiarimenti sulla tenuta della maggioranza. Salvati li ha rassicurati, chiarendo soprattutto le posizioni di Lega e Salvati Sindaco. I loro quattro esponenti: Giovanni Bottone, Serena Porpora, Arcangelo Sicignano e Nicola Cascone hanno giurato fedeltà alla loro squadra consiliare, ma ancora non è chiara la loro intenzione di voto su Ex Equitalia. Escluso il voto contrario, i quattro sono orientati ad uscire dall’aula. Una circostanza che comunque non sembra piacere agli alleati. Animi tesi sul tema “Incompatibilità”.

Ai consiglieri di maggioranza non è piaciuta per nulla la “fuga di notizie” sulla posizioni tributarie di coloro che sono risultati essere incompatibili. Sotto accusa la gestione della vicenda da parte della segretaria comunale Giovanna Imparato, che pure ha già sporto querela contro ignoti per l’emorragia di documenti ritenuti riservati dal suo ufficio verso l’esterno. La materia ha tenuto e tiene ancora banco in città, e ha costretto cinque, tra consiglieri e assessori, a mettere mano al portafogli e saldare i debiti certi ed esigibili con il Comune di Scafati, mentre un altro, Marco Cucurachi, si è dimesso. Riorganizzare la macchina comunale è stata un’altra precisa richiesta della maggioranza al primo cittadino, che ha raccolto e rassicurato per il futuro. Compreso la modifica dello statuto Acse, con la reintroduzione del Consiglio di Amministrazione di natura politica.