Al Mustaqil, musica per voci migranti

Al Mustaqil, musica per voci migranti

Da venticinque anni produce, si autoproduce, fonda etichette (Afoforomusic, Frigorifero prod.) ma soprattutto gira il mondo. La sintesi perfetta dell’artista totale. Jacopo Andreini, sassofonista toscano con lunga esperienza da batterista al seguito di Francois Cambuzat e Chiara Locardi, è ora sbarcato in Sicilia, al seguito di un nuovo capitolo di Exodus (il docufilm permanente ideato da Michelangelo Severgnini) di cui curerà la colonna sonora per il sequel di “Schiavi di riserva” del 2017 in cui il regista ha intervistato tre ragazzi africani sbarcati a Pozzallo che si collegano a Internet sul suolo libico raccontando cosa accade realmente nel lato “b” della Libia (migliaia deportati ridotti in regime di schiavitù). Andreini ha dato alle “stampe digitali” il suo disco “magnum”, Harraga (con guest di livello assoluto come le cantanti americane Amy Denio e Hilary Binder), pubblicato sotto lo pseudonimo di Al Mustaqil. Un’ora piena di free “everything” suonando bouzouki tenore e baritono, chitarre, computer, batteria, bendir, riqq, sax contralto e baritono, flauto, giradischi, campionatore, registrazioni sul campo, dove il tema portante è il linguaggio dei migranti, in una sorta di grammelot afro-italoamericano (“you make prosciutto with fat americano baby, I know”). Andreini coglie il linguaggio del mondo che verrà con i suoi strumenti e i suoi riferimenti musicali: punk, rebetico (musica tradizionale greca), elettronica e una versione del tutto personale di cantautorato. Da Firenze a Lampedusa, passando per 120 concerti all’anno (in Italia, Francia, Spagna, Germania, Austria, Danimarca, Slovenia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Rep. Ceca, Bulgaria, Macedonia, Grecia, Turchia e Stati Uniti) e collaborazioni ultradecennali con Thollem McDonas (Usa), Giacomo Sferlazzo, BzBZUeu, Les Enfance Rouge (IT/FR), Vialka (CAN/FR), Ronin, Pin Pin Sugar, OvO, Arrington de Dionyso (USA), Scott Rosenberg (USA), Michel Doneda (FR), Gianni Gebbia, AmyDenio (Usa) e decine di altri.“Harraga mescola le carte su più livelli – spiega Andreini – è un album uscito su maglietta (sulle t-shirt infatti compare anche il link del disco scaricabile su Bandcamp), è un «disco» fatto come un podcast, è un documentario sonoro fatto parte per dare voce agli attivisti di vari porti del mediterraneo per molto tempo autostrada aperta di un laghetto chiuso pieno di pirati, poesia, violenza coloniale, musica, pomodori e macerazione monoteista; oggi perimetro impermeabile chiuso a ogni possibilità di passaggio umano, salvo possedere un’adeguata quantità di denaro dietro le spalle”.

https://afoforomusicclub.bandcamp.com/track/al-mustaqil-harraga