Tiziano Valle

Varano, guerra al traforo Eav. Si allarga il fronte del “no”

Tiziano Valle,  

Varano, guerra al traforo Eav. Si allarga il fronte del “no”

CASTELLAMMARE DI STABIA  – «Il traforo di Varano rischia di provocare solo gravi danni alla città». Dopo la presa di posizione del Comitato per gli Scavi di Stabia, si allarga il fronte del “no” a Castellammare. Se prima dell’approvazione del progetto in consiglio comunale, molte associazioni e cittadini preferirono non esporsi, ora che l’Eav l’ha dichiarato di “pubblica utilità” e che è stato avviato l’iter per gli espropri, monta la protesta. L’unico a votare contro quel provvedimento, in aula, fu il consigliere di Liberi e Uguali Tonino Scala: «Per fortuna qualcosa inizia a muoversi», dice oggi raccogliendo la sponda della protesta che comincia a montare.«Provai ad illustrare, a motivare le criticità del progetto già a maggio, ma non ci fu nulla da fare – prosegue l’esponente di Leu – La vicenda è seria, meritava e merita da parte di tutti la giusta attenzione. Il raddoppio è una cosa utile, quello che si sta mettendo in campo è un progetto monco che serve solo a sventrare la collina di Varano con tutto quello che rappresenta e non è un progetto d’insieme. Mi spiego meglio, il raddoppio non è previsto fino a Sorrento ma solo fino a Castellammare centro. Per pochi minuti è utile forare una montagna così importante e così fragile?».In aula, Scala tra l’altro ricordò all’assise le battaglie politiche che nel 2009 portarono alla costituzione di comitati contro il raddoppio dei binari. «Mi chiedo e chiedo ad Eav e ai cittadini: si sta migliorando un servizio o si stanno buttando soldi pubblici? – continua Scala – Dico questo perché Ponte Persica è stata chiusa, Pozzano quest’estate non ha aperto, le Antiche Terme inutile parlarne, lo Scrajo anche quest’anno non ha visto aperture, turisti che camminano sui binari, stazioni che si vogliono affidare ai privati per 350 euro al mese, treni soppressi Di fronte ad una situazione che definire disastrosa sembra quasi un eufemismo perché c’è un grande grandissimo arretramento, vuoi vedere che unico investimento da fare e perforare una montagna? Pensassero ad altro».Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’associazione Piazza Attiva: «Quella è un’area soggetta a ritrovamenti certi di reperti di epoca romana – spiega il presidente Rosario Savarese – Non lo diciamo noi, ma lo stesso geologo dell’Eav nella relazione allegata al progetto». Il quesito che pone Piazza Attiva è chiaro: «Se i saggi archeologici confermano quella che sembra una cosa scontata, che si fa? Hanno un piano B? – chiede – Altrimenti è inutile cominciare». Una provocazione che fu lanciata anche al presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio «durante un’assemblea nella sede del Partito Democratico – racconta Savarese – Ma non rispose». «Come Piazza Attiva crediamo non sia necessario correre questo rischio, perché per il raddoppio dei binari non garantirebbe alcun vantaggio ai cittadini di Castellammare di Stabia», spiega il presidente dell’associazione.Una progetto che suscita anche la protesta di singoli professionisti. «Il Comune ha correttamente disposto indagini geologiche per guidare lo sviluppo della città nei futuri decenni, ma perchénon ha inserito fra le aree da studiare quella in corrispondenza  delCentroLaser? – dice l’ingegnere Domenico Furci – Già da decenni, il passaggio di treni sotto Varano induce vibrazioni in tutta la zona e su fino a Villa Weiss». Il tema del rischio idrogeologico è stato affrontato nel progetto dell’Eav, dove viene esplicitato che è necessaria la messa in sicurezza del costone della collina di Varano. Ma nonostante tutto, i residenti della zona temono che la realizzazione di un altro tunnel possa creare problemi a chi vive in collina.