Puc, guai per Diplomatico Il caso finisce in Tribunale

Salvatore Piro,  

Puc, guai per Diplomatico  Il caso finisce in Tribunale

BOSCOREALE – E’ bufera sul Puc, il Comune di Boscoreale trascinato in tribunale. A impugnare dinanzi ai giudici del Tar Campania il già chiacchierato piano urbanistico comunale – approvato in via definitiva il 6 agosto scorso dopo 30 anni di attesa e nell’ambito di una seduta lampo di un consiglio comunale svoltosi in estate con l’opposizione assente dall’aula – è l’avvocato Ippolito Matrone. Il legale ha depositato un ricorso presso il Tar di Napoli, chiedendo nell’interesse di una società edile della zona vesuviana “l’annullamento” della delibera di approvazione del nuovo Puc. Delibera – numero 157 del 6 agosto del 2019 – con la quale il Comune di Boscoreale prendeva inoltre “atto degli elaborati modificati sulla scorta” di una precedente determina dirigenziale della Città Metropolitana di Napoli. E’ per questo motivo che il ricorso è stato proposto anche contro il sindaco Luigi de Magistris in qualità di Presidente. Il nuovo e tanto atteso Puc sarebbe nullo e illegittimo in particolare perché la delibera definitiva fu proposta tre mesi fa da un dirigente senza poteri.

Ovvero l’architetto Salvatore Celentano, dirigente comunale del settore urbanistica “posto in quiescenza” a partire dallo scorso primo luglio. Ad alimentare la appena partita querelle amministrativa c’è però molto altro. Nel mirino del ricorso contro il Puc – pubblicamente difeso dopo la sua approvazione dal sindaco Antonio Diplomatico e con lo slogan a effetto “No alle speculazioni edilizie. E’ il nostro input per la legalità” – è finita infatti un’altra delibera della giunta di Boscoreale. Questa volta la numero 11 del 14 febbraio 2019. Giorno in cui il Comune di Boscoreale rigettò la maggior parte delle osservazioni al nuovo strumento urbanistico presentate dai cittadini. Solo 14 furono quelle accolte su un totale di 127 osservazioni presentate. A svelare i numeri, nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 28 febbraio scorso nella sala giunta del Comune, furono gli stessi rappresentanti delle istituzioni. “Su 127 osservazioni soltanto 14 sono state accolte. Perché solo questi quattordici cittadini hanno capito come funziona il Puc” dichiarò a febbraio il vicesindaco Francesco Faraone. “Molte osservazioni – aggiunse invece il capo dell’Utc, l’architetto Salvatore Celentano – sono state bocciate perché diciamo no alla speculazione. In ogni caso, ci siamo riservati di istituire un’area industriale attraverso un piano particolareggiato laddove venisse presentato un progetto concreto”. “Abbiamo cercato di andare incontro alle esigenze dei cittadini – sottolineò infine il sindaco Antonio Diplomatico – .

Purtroppo, non ci sono state molte richieste da parte degli imprenditori disposti a investire a Boscoreale. E’ quello il nostro problema principale”. La seconda delibera “chiacchierata” venne in seguito trasmessa alla Città Metropolitana di Napoli “per la necessaria verifica di coerenza con i piani sovra ordinati”. L’Ente guidato dal sindaco Luigi De Magistris segnalò quindi al Comune di Boscoreale alcune criticità. Tra queste la mancanza di alcuni elaborati decisivi come quello relativo all’adeguamento del “Piano di zonizzazione acustica del territorio”. Il Comune, infine, adeguò il nuovo Puc alle prescrizioni imposte. Allegando però – secondo quanto scritto nel ricorso ora al vaglio dei giudici – un “piano di zonizzazione acustica del 2001 e non aggiornato”.