Tiziano Valle

Fincantieri, lavoratori sfruttati 34 indagati: tremano i dirigenti

Tiziano Valle,  

Fincantieri, lavoratori sfruttati 34 indagati: tremano i dirigenti

CASTELLAMMARE DI STABIA – Le ditte straniere che lavorano in appalto per Fincantieri, sfruttano i lavoratori – in particolare bengalesi e albanesi – costringendoli a turni massacranti, in cambio di paghe da fame. Forse con la complicità di chi dovrebbe vigilare. E’ questa la natura di un’inchiesta che nella giornata di ieri ha assestato uno scossone all’azienda leader nel mondo per la cantieristica. L’operazione della guardia di finanza di Venezia ha portato all’arresto di un imprenditore bengalese, finito ai domiciliari, che ha subìto anche un sequestro preventivo da 200mila euro, per sfruttamento della manodopera. Ma gli indagati sono 34 e tra questi figurano anche 12 dirigenti e funzionari di Fincantieri. Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, hanno eseguito 80 perquisizioni tra Veneto, Friuli, Liguria, Marche, Puglia, Sicilia e Campania. Le fiamme gialle hanno fatto tappa anche a Castellammare di Stabia, dove sono stati passati al setaccio gli atti di alcune aziende dell’indotto. In particolare, i finanzieri si sono concentrati su due ditte che impiegano personale bengalese, acquisendo le buste paga emesse negli ultimi sei mesi e altre documentazioni bancarie.

Le accuse sono, a vario titolo, di sfruttamento della manodopera, corruzione tra privati, dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture false. Le indagini, che vedono appunto 34 indagati, hanno consentito di acquisire gravi indizi di un sistematico sfruttamento di numerosi lavoratori stranieri, per lo più bengalesi e albanesi, dipendenti di imprese gestite da connazionali impiegati nell’esecuzione di lavori connessi alla realizzazione delle navi da crociera presso i cantieri di Marghera di Fincantieri. Lo sfruttamento, secondo gli inquirenti, si sarebbe realizzato retribuendo i lavoratori con il sistema della “paga globale”, attraverso cui nelle buste paga venivano certificati i compensi spettanti in base al contratto nazionale, mentre in realtà ai dipendenti veniva corrisposto un importo di gran lunga inferiore, senza il riconoscimento di ferie retribuite e degli altri compensi aggiuntivi. Per garantire la corrispondenza tra gli importi pagati e quelli indicati in busta paga, venivano indicate alcune voci stipendiali fittizie ovvero un numero di ore lavorate inferiore a quelle realmente prestate. Sono in corso approfondimenti al fine di individuare tempi e modalità di dazioni di denaro e di altre utilità ad alcuni dirigenti e funzionari di Fincantieri da parte delle imprese subaffidatarie indagate, per consentire a queste ultime di completare i lavori in più ore rispetto a quelle pattuite dal contratto. La holding della cantieristica navale tuttavia rivendica «la propria estraneità rispetto ai fatti cui le indagini si riferiscono». Attraverso una nota, Fincantieri ha spiegato che «sta assicurando piena collaborazione agli inquirenti e auspica che verrà dimostrata la completa estraneità dei propri dipendenti». In ogni caso, «laddove invece le accuse venissero confermate», la società ha annunciato che «adotterà immediati provvedimenti nei confronti di dipendenti che si fossero resi responsabili di condotte illecite, lesive dell’immagine della società. Fincantieri adotta, anche in quanto emittente quotato, gli standard più elevati di compliance operativa e normativa, e impronta costantemente la propria azione a principi etici e di massima trasparenza», conclude l’azienda.