Mensa scolastica, calvario a Torre del Greco: spunta un altro ricorso, servizio in bilico

Alberto Dortucci,  

Mensa scolastica, calvario a Torre del Greco: spunta un altro ricorso, servizio in bilico

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Torre del Greco. Tutte le grane sembravano essere state risolte con l’affidamento-bis alla Sagifi di Napoli, il colosso della ristorazione a cui l’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba aveva aggiudicato la gara d’appalto da circa sei milioni di euro per la gestione del servizio di refezione scolastica. Non a caso, già a partire da mercoledì 6 novembre, l’ente di palazzo Baronale aveva aperto le iscrizioni per gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Ma la «certezza» di portare i pasti caldi a circa 2.000 bambini degli istituti comprensivi cittadini già il 2 dicembre è durata meno di 48 ore, il tempo di prendere atto del nuovo ricorso presentato dalla ditta Sirio di Cercola – arrivata seconda in graduatoria – davanti al Tar Campania.

La nuova battaglia legale

L’iniziativa giudiziaria apre un nuovo capitolo del tormentato bando promosso a fine luglio del 2018. Stavolta, a finire sotto i riflettori degli sconfitti è stata la graduatoria-bis stilata dalla commissione giudicatrice dopo le «prescrizioni» imposte dal Tar Campania all’indomani del primo ricorso. In pratica, la ditta Sirio di Cercola contesta il riconteggio dei punti assegnati alla Sagifi di Napoli con contestuale annullamento dell’intera procedura. Previa, ovviamente, la sospensione di tutti gli atti fino a oggi licenziati dal Comune. Davanti all’affondo legale, la giunta guidata dal sindaco Giovanni Palomba è passata immediatamente al contrattacco: il ricorso presentato dagli ex affidatari del servizio di refezione scolastica è stato ritenuto infondato e illegittimo e – attraverso un apposito provvedimento approvato dall’esecutivo cittadino – l’ente di palazzo Baronale ha deciso di resistere in giudizio, affidando la propria difesa a un professionista esterno. Nei prossimi sarà fissata la prima udienza del procedimento e i giudici del tribunale amministrativo regionale di Napoli si pronunceranno sulla richiesta di sospensiva avanzata dalla ditta Sirio di Cercola.

Le reazioni dei politici

Il nuovo braccio di ferro legale non ha sorpreso il sindaco Giovanni Palomba e la carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni del 2018. Ma, al momento, la linea dell’amministrazione comunale non cambia. «Le iscrizioni al servizio di refezione scolastica proseguiranno, come programmato, fino al 22 novembre – conferma l’assessore alla pubblica istruzione Enrico Pensati -. Poi, il successivo 2 dicembre, prenderà il via la distribuzione dei pasti caldi all’interno degli istituti comprensivi cittadini. Ovviamente, fatte salve eventuali “disposizioni” del Tar Campania». Insomma, fino alle nuove decisioni dei giudici del tribunale amministrativo regionale di Napoli, tutto procederà secondo i programmi stilati a inizio novembre.

I possibili scenari

Ma la partenza della mensa scolastica resta, in ogni caso, in bilico. Se il Tar Campania dovesse accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dalla ditta Sirio di Cercola i pasti caldi sarebbero «congelati» fino al giudizio di merito. Senza dimenticara la seconda «pendenza giudiziaria» legata all’appalto dei veleni da circa 6 milioni di euro: il prossimo 19 dicembre, infatti, il Consiglio di Stato si dovrà pronunciare sul contro-ricorso presentato dalla ditta Sagifi di Napoli dopo la sentenza del Tar Campania relativa all’iniziale aggiudicazione del bando. Insomma, la matassa legale resta ingarbugliata. E a pagare le spese del braccio di ferro potrebbero essere, come già accaduto lo scorso anno, circa 2.000 bambini.

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