Napoli tra cronaca e calcio, ma i tifosi difendono la città

Redazione,  

Napoli tra cronaca e calcio, ma i tifosi difendono la città
Foto Salvatore Gallo Ag.Foto&Fatti

NAPOLI – In mancanza di calcio giocato, causa impegni delle Nazionali, a Napoli imperversa ora il calcio parlato. Mentre Ancelotti si dedica nel centro tecnico di Castel Volturno all’allenamento dei giocatori che gli rimangono a disposizione (13 sono complessivamente i convocati nelle varie Nazionali, anche se Milik che risente ancora dei problemi che lo avevano tenuto fermo nell’ultima giornata di campionato, è stato costretto a rientrare per proseguire a Napoli le opportune cure), tutti intorno si commentano i temi più scottanti, figli delle incredibili vicende vissute la scorsa settimana. La questione della ipotizzata paura dei calciatori per le proprie famiglie, dopo due episodi di microcriminalità che in qualche modo hanno interessato Allan e Zielinski, ha innescato una serie di commenti e di reazioni di cui i mezzi di informazione e soprattutto i social sono pieni nelle ultime ore. Le domande che ci si pone riguardano gli ipotetici rischi che i giocatori e le loro famiglie potrebbero correre a Napoli e se vi sia un disegno della criminalità per ‘vendicare’ in qualche modo l’atteggiamento sgradito alla tifoseria tenuto negli ultimi tempi dai calciatori, con la ribellione alla imposizione del ritiro da parte della società. Sul delicato argomento prendono posizione in tanti.

La prima a esprimere un’opinione è stata la moglie di Insigne. Sul portale Napolimagazine.com la signora Jenny scrive per rispondere a quelle che vengono definite ‘inesattezze’ lette sul web, secondo cui si sarebbe rifugiata a casa dei genitori in seguito al periodo poco positivo del Napoli: ”Voglio precisare – spiega la moglie di Insigne – che non ho paura di vivere nella mia città, come ho letto incredibilmente sul web. Sono napoletana e fiera di esserlo. Vado sempre a Frattamaggiore a trovare i miei genitori. Nessun caso, dunque”. Di tenore simile sono le dichiarazioni di diversi ex calciatori del Napoli i quali affermano di non aver mai avuto problemi a vivere in città. ”Vivo a Napoli da più di 30 anni ed è stata la scelta migliore” dice Luis Vinicio. ”Se Napoli fosse un inferno non verrebbe nessuno a giocarci. A Napoli si sta una meraviglia, quel che sento non risponde a verità” gli fa eco Salvatore Aronica. Ancora più risoluto in commento del sindaco della città, Luigi De Magistris che ai microfoni di Radio Kiss Kiss dice: ”Se Napoli è un inferno, perchè è la città dove si è registrato il maggior aumento di flusso turistico in Italia?”. Al di là dei commenti sulla rete, resta la certezza degli investigatori i quali ritengono che il tentativo di furto in casa di Allan e il furto di apparecchiature elettroniche dall’auto della moglie di Zielinski, parcheggiata in una zona ritenuta a rischio, non abbiano alcun nesso con il calcio e con la difficile situazione del Napoli. Si tratta di episodi di microcriminalità – si fa osservare – come ne avvengono ogni giorno in tutte le città d’Italia e del mondo.