Elogio della follia, i 40 anni di “Je so pazzo”

Elogio della follia, i 40 anni di “Je so pazzo”

(Rocco Traisci). «Per tutta la vita non ho mai saputo se esistevo veramente, ora esisto. E le persone iniziano a notarlo», dice Joaquin Phoenix nei panni di Joker, che nasconde, dietro una pillola amara, conflitti attualissimi. A meno che non esca un altro Ben Hur nel giro di qualche settimana il capolavoro sceneggiato da Todd Phillips e Scott Silver sarà campione di incassi del 2019, dopo le lodi sperticate e il Leone d’oro. Che cosa c’entra Pino Daniele? Nel 1979 di questi tempi, dopo un Festivalbar estivo, Pino se ne uscì con un brano beffardo e leggendario nel bel mezzo del suo secondo album. Le affinità che emergono tra il Masaniello “nero” e il clown omicida di Gotham City sono specchio di una stessa follia, se non fosse che il brano è stato pubblicato esattamente quarant’anni prima. Una coincidenza che stringi stringi ha offerto spunti divertenti. Per la presentazione del suo secondo disco – seminato di grandi classici come “Je sto vicino a te” e “Chi tene ‘o mare” – Pino Daniele scuote il torpore di “Tu sei l’unica donna per me” di Alan Sorrenti (vincitore della rassegna canora edizione ‘79) con l’arcinota rima baciata di “Je so pazzo” e tutti si accorgono di lui. E lo amano. “Sono pazzo, sissignore, sono pazzo – dice il testo – ho una popolo che mi aspetta e scusate ma vado di fretta. Sì, mi date sempre ragione perché sono un errore, ma lo so io se voglio fare l’errore o vivere almeno un giorno da leone. E lo Stato questa volta non mi deve condannare, perché so’ pazzo, io so’ pazzo e oggi voglio parlare etc. etc.”. Esattamente come nel film, dove la follia di Joker esplode in una sarabanda popolare… “perché sono pazzo, e la faccia l’ho dipinta per essere notato, sono pure diplomato, e se adesso mi notate è perché mi dipingo in faccia, io so pazzo”.A proposito di folli che si dipingono in faccia, il 2019 è anche l’anno di David Bowie e del suo manifesto Space Oddity, che di anni invece ne compie cinquanta.Il “duca bianco” non sbotta, non è capopopolo come Masaniello, né un assassino, la sua figura è iconografica, eternamente attuale e la sua genialità sta nell’unico e la sua proprietà, come scriveva Max Stirner (altro pazzo visionario). Il 2019 è stato anche l’anno che consacra, da viventi, Mick Jagger (rimasterizzazione in vinile dei suoi dischi da solista) e Iggy Pop (mostre fotografiche in giro per il mondo). I Kiss hanno annunciato l’ennesima reunion e l’ennesimo final act, con una turnè che farà tappa anche in Italia (Arena di Verona)  Saggio e sregolato – dunque folle – anche Andrea Camilleri, scomparso lo scorso luglio, entra in questa catena di celebrazioni con la sua vita piena di colpi di scena e cambi di palco. Vuoi vedere che la follia è tornata di moda?