Alberto Dortucci

Torre del Greco, caos rifiuti e guerra tra bande: si dimette l’avvocato capo

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, caos rifiuti e guerra tra bande: si dimette l’avvocato capo

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Torre del Greco. La goccia capace di fare traboccare il vaso della sua pazienza  è caduta al suo rientro in Comune, al termine di una mattinata trascorsa in Regione Campania insieme al sindaco Giovanni Palomba e all’assessore alle politiche sociali Luisa Refuto. Arrivato al suo ufficio al primo piano del complesso La Salle, l’avvocato Antonioluigi Iacomino – dirigente del settore affari legali dell’ente di palazzo Baronale – si è dovuto, infatti, difendere da una «bacchetta» messa in giro da qualche politico per seminare zizzazia con un suo stretto collaboratore. L’ennesimo sgambetto davanti a cui il professionista nominato a inizio 2019 si è arreso: prima una telefonata al leader della carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle turbolente elezioni del 2018, poi la lettera di dimissioni protocollata a pochi minuti dalle 15. «Egregio sindaco – il testo inviato per conoscenza al segretario generale Pasquale Incarnato e al dirigente delle risorse umane Massimiliano Palumbo – in riferimento all’incarico di dirigente del settore avvocatura devo comunicare il mio recesso dal contratto a fare data dal prossimo 15 dicembre.Motivi strettamente personali mi costringono a non proseguire il rapporto di lavoro». Un rapporto di lavoro inaugurato lo scorso mese di gennaio, non senza malumori – a partire dalle sfuriate di Gaetano Frulio, all’epoca esponente della lista civica Ci vuole coraggio prima della «fuga» alla corte del capo dell’assise Felice Gaglione – all’interno della maggioranza. Rimasta sempre particolarmente «fredda» con l’avvocato associato a un importante studio legale. Una sensazione confermata al momento del commiato dallo stesso Antonioluigi Iacomino: «Mi sento di ringraziare il sindaco – le parole del professionista – una persona perbene e disinteressata ai giochi politici. è stata un’esperienza importante, ma logorata dalla “guerra tra bande” registrata in varie occasioni in municipio. A queste condizioni, era impossibile andare avanti».

La lite in giunta

D’altronde, a metà settimana – durante una seduta di giunta  – l’avvocato capo dell’ente di palazzo Baronale era stato protagonista di un «vivace alterco» con l’assessore Gennaro Granato, l’ex autista dell’europarlamentare Fulvio Martusciello voluto da Giovanni Palomba come delegato al bilancio, allo sport e al verde pubblico. Una lite conclusa con la «minaccia» di deferimento alla commissione disciplina del Comune, capace di scavare un ulteriore solco tra la classe politica e i dirigenti dell’ente di palazzo Baronale.

La grana da 4,9 milioni

Ma il vero nodo alla base delle dimissioni è legato alla grana da 4,9 milioni per la conciliazione proposta dal tribunale di Torre Annunziata per chiudere il contenzioso sulla questione rifiuti con il consorzio Gema di Pagani, cacciato dal sindaco per fare spazio alla ditta Buttol. A dispetto delle relazioni presentate da Claudia Sacco – dirigente del settore ambiente – e da diversi consulenti legali del Comune, la maggioranza sembra «perplessa» sull’opportunità di procedere all’accordo. «Davanti a un tale pressapochismo si può solo alzare bandiera bianca – la stoccata finale dell’ex avvocato capo -. Mi spiace, perché la mia città meriterebbe forti attenzioni dalla classe politica. Invece, salvo eccezioni, in pochi si preoccupano della collettività».

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